Siracusa. Una trappola, il Piano della Sosta in Ortigia calpesta diritti. Comitato protesta: «Atto grave, costruito su dati errati»

di Redazione

Il Comitato contesta anche le procedure amministrative e chiede la sospensione immediata del Piano: "È una scelta che colpisce famiglie, anziani e lavoratori, e penalizza ogni attività quotidiana”

Il nuovo Piano della Sosta del Comune di Siracusa ha suscitato immediate critiche da parte del Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente, che ne contesta la base dati, l’impatto sulla vita quotidiana dei residenti e le procedure amministrative seguite.

A parlare è Davide Biondini, portavoce del Comitato, che definisce il provvedimento “uno degli atti più gravi e pericolosi degli ultimi anni per la vita quotidiana dei residenti di Ortigia e della zona Umbertina”. Secondo Biondini, il Piano introduce una “zona cuscinetto” soggetta a restrizioni della sosta libera, che va dai Giardini Margherita alla stazione e dal Pantheon fino allo sbarcadero, inglobando via Diaz, via Arsenale e l’inizio di via Re Ierone.

“Dietro una narrazione rassicurante, il Piano si fonda su una base conoscitiva errata, su dati parziali e non rappresentativi e su mappe che falsificano la realtà – denuncia Biondini – indicando come assenti intere aree di sosta che oggi assolvono bisogni primari dei residenti. Da questa rappresentazione falsa nasce una stima artificiale della domanda di sosta e un impianto che non regge alla prova dei fatti”.

Il Piano prevede tre zone di sosta programmata: Zona A, la zona urbana centrale di Siracusa, con rimodulazione delle tariffe negli stalli a pagamento; Zona B, un’area di cuscinetto soggetta a restrizione della sosta libera e pagamento obbligatorio anche per i residenti; ZTL permanente, che include la zona Umbertina e Ortigia, con sosta a pagamento per tutti e modulazione degli orari.

“Per Ortigia è prevista una fase finale che eliminerà la sosta all’interno del centro storico, concentrandola solo nelle aree di ingresso destinate ai residenti e autorizzati – spiega Biondinisenza prevedere né navette né alternative reali all’uso dell’auto. È una scelta che colpisce famiglie, anziani e lavoratori, rendendo ogni attività quotidiana più difficile”.

Il portavoce sottolinea inoltre che non è previsto alcun criterio di revisione dei pass già rilasciati: “Oggi esistono, in Ortigia, sei volte più veicoli legittimati alla sosta rispetto agli stalli disponibili. Con le nuove disposizioni, il diritto alla residenza diventerà un’illusione”.

Il Comitato contesta anche le procedure amministrative: il Piano sarebbe dichiarato “coerente” con il PUMS, ancora in fase di approvazione e Valutazione Ambientale Strategica, ma sarebbe stato escluso dalla VAS stessa. “Si tratta di una forzatura procedurale inaccettabile – dichiara Biondini – che anticipa effetti irreversibili senza alcuna valutazione ambientale, sociale e sanitaria”.

Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente chiede la sospensione immediata del Piano, il suo rientro nel perimetro della VAS del PUMS e una revisione basata su dati reali e condivisi, con priorità alla tutela della residenzialità. Biondini annuncia che il Comitato si attiverà “in tutte le sedi istituzionali, amministrative e, se necessario, giurisdizionali, per impedire che questo Piano venga portato avanti in questa forma”.

“Non accetteremo che scelte così impattanti vengano imposte ai residenti senza trasparenza, senza dati reali e senza una corretta valutazione ambientale e sociale – conclude la difesa del diritto a vivere nel centro storico e nelle zone limitrofe non è negoziabile”.

02 Gennaio 2026 | 15:15
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