Si è svolto nel pomeriggio di ieri a Siracusa un partecipato confronto pubblico dedicato alla riforma della giustizia, promosso da Fratelli d’Italia e intitolato “Le ragioni del Sì”. L’incontro ha riunito esponenti delle istituzioni, rappresentanti del mondo politico e dell’avvocatura, dando vita a un dibattito approfondito su uno dei temi più rilevanti dell’agenda istituzionale.
La sala di un noto hotel di Ortigia si è presentata gremita di cittadini, professionisti del diritto e amministratori locali, segno di un forte interesse da parte della comunità verso i contenuti della riforma e le prospettive di cambiamento del sistema giudiziario.
L’apertura dei lavori è stata affidata al coordinatore cittadino Paolo Romano che, durante l’intervento introduttivo, ha sottolineato l’importanza del momento di confronto e approfondimento pubblico su una riforma ritenuta centrale per il futuro della giustizia italiana. Il convegno è stato moderato dal commissario provinciale di FdI, Salvatore Coletta.

Tra i relatori presenti numerosi rappresentanti istituzionali di livello nazionale. Hanno preso parte al dibattito il sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, il vicepresidente della Commissione Bilancio alla Camera e parlamentare nazionale Luca Cannata, il commissario regionale di FdI in Sicilia Luca Sbardella e la componente della Commissione Affari Costituzionali della Camera Sara Kelany, chiamata ad approfondire gli aspetti istituzionali e normativi del progetto di riforma.
Nel corso dell’incontro è stato dato spazio anche al contributo del mondo forense, rappresentato dall’avvocato Giuseppe Lantieri, referente della Unione Camere Penali di Siracusa, che ha portato il punto di vista dell’avvocatura sul processo di rinnovamento del sistema giudiziario, e dalla presenza del magistrato di sorveglianza di Siracusa, dott.ssa Monica Marchionni.
Tra gli interventi più significativi quello del deputato nazionale Luca Cannata, leader in provincia per il partito della Meloni, che ha evidenziato il valore della partecipazione registrata durante il convegno: «Un evento partecipato, la voglia di cambiare e soprattutto quindi di avere una giustizia che sia equilibrata, che sia più giusta, che sia imparziale. Su questo noi ci stiamo impegnando e devo dire che la grande partecipazione che abbiamo visto oggi qui a Siracusa denota proprio quella che è la voglia di cambiamento e quello che tutti i cittadini vogliamo: indipendenza della magistratura, separazione delle carriere e quindi voglia di giustizia».

Il parlamentare ha inoltre sottolineato come gli interventi istituzionali che si sono susseguiti abbiano contribuito ad arricchire il confronto con riflessioni di alto profilo culturale e giuridico: «Tutti insieme per fare in modo che questa riforma della giustizia non sia ideologizzata ma sia una riforma che serve a tutti per garantire libertà e indipendenza ai magistrati e quindi, ancora una volta, avere una giustizia migliore. Per questo chiediamo il sì il 22 e il 23 marzo».
A concludere l’incontro è stato il sottosegretario Delmastro, che ha tracciato la visione del governo e gli impegni dell’esecutivo sul fronte della riforma, soffermandosi sulle linee guida dell’intervento legislativo e sugli obiettivi che l’esecutivo intende perseguire.
Il convegno ha rappresentato anche un momento di divulgazione e chiarimento sui contenuti della riforma, illustrando le motivazioni alla base dell’invito a votare “Sì”. Al centro della proposta vi è la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, un principio che verrebbe inserito in Costituzione e che prevede due percorsi professionali distinti per chi accusa e per chi giudica.

Secondo i promotori dell’iniziativa, si tratta di una scelta volta a garantire una giustizia realmente terza, nella quale le funzioni dell’accusa e quelle del giudice rimangano chiaramente separate, rafforzando al tempo stesso l’imparzialità del magistrato e l’autonomia del pubblico ministero. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare la fiducia dei cittadini nel sistema giudiziario, senza indebolire l’azione penale ma piuttosto rendendola più trasparente e coerente con i principi dello Stato di diritto.
Il dibattito siracusano si inserisce dunque in un percorso più ampio di confronto pubblico che accompagnerà le prossime settimane, in vista dell’appuntamento alle urne del 22 e 23 marzo, quando gli elettori saranno chiamati a esprimersi su un tema destinato a incidere sull’assetto della giustizia italiana.
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