Siracusa. Transizione giusta o declino, Scerra (M5S): «Petrolchimico asset vitale, Fitto intervenga in Ue»

di Redazione

Il terzo shock energetico in pochi anni riaccende i riflettori sulla zona industriale siracusana, che da sola garantisce quasi un terzo dei carburanti italiani: dalla richiesta di fondi europei alla proposta di debito comune sul modello Next Generation EU, si intensifica il pressing politico per rilanciare uno dei poli petrolchimici più importanti del Paese e accompagnarlo verso una transizione “giusta”

“Il terzo shock energetico in cinque anni conferma la necessità per il nostro Paese di investimenti a livello di Unione Europea per accelerare il percorso verso una maggiore indipendenza e sicurezza energetica. In questo contesto, la zona industriale di Siracusa ha un ruolo assolutamente strategico nella situazione contingente. E può, anzi deve, averlo nelle trasformazioni che caratterizzeranno i nuovi assetti energetici italiani ed europei nei prossimi decenni. A dirlo è il parlamentare del Movimento 5 Stelle Filippo Scerra, Questore della Camera dei Deputati.

“Il polo petrolchimico siracusano raffina il 30% dei carburanti italiani, ed in questa fase di corto di produzione, in particolare di jet fuel, è asset fondamentale per la sicurezza energetica nazionale – sottolinea l’esponente nazionale pentastellato – Tutte buone ragioni per lasciarlo ostaggio di nodi irrisolti che minacciano il futuro prossimo di migliaia e migliaia di lavoratori. Data la complessità, la strategicità e la ingente necessità di finanziamenti, oltre che di visione a lungo termine, siamo convinti che lo sviluppo del polo siracusano debba divenire un dossier trattato ai massimi vertici europei”.

“Negli scorsi mesi, assieme all’europarlamentare Giuseppe Antoci, avevamo inviato una lettera al vicepresidente esecutivo per la coesione e le riforme della Commissione Europea, Raffaele Fitto. Sottolineavamo come il nuovo quadro internazionale, segnato da costanti fragilità, pone come non più rinviabile l’intervento a sostegno dell’efficientamento produttivo degli assetti attuali, attraverso la transizione energetica ed ambientale dell’intera zona industriale siracusana. Mosse che si tradurrebbero in un indovinato rilancio complessivo di uno degli asset energetici centrali per il nostro Paese”, ricorda Scerra.

La richiesta al commissario Fitto era quella di attivarsi affinché la nuova architettura del MFF (Quadro Finanziario Pluriennale) includesse uno spazio commisurato per la Transizione Giusta, con particolare riferimento al Fondo per la Transizione Giusta. “Abbiamo chiesto anche al Governo italiano di inserire il polo di Siracusa tra i siti industriali oggetto di questi finanziamenti. Abbiamo anche chiesto di valutare appositi meccanismi di supporto, come l’emissione di debito comune sul modello del Next Generation EU, per rafforzare tutti quei settori attualmente in sofferenza a causa delle trasformazioni tecnologiche in atto, in modo da preservare la competitività del sistema industriale europeo e aumentare la sicurezza strategica del nostro continente”, ribadisce nel suo intervento Filippo Scerra.

“L’Europa non può restare indifferente, nella crescente necessità di dotarsi di nuove ed efficienti politiche energetiche comuni – prosegue il parlamentare del M5S – Non vorrei che l’iniziale interessamento del commissario Fitto si fosse improvvisamente raffreddato, al punto da determinare sino ad ora il rinvio di ogni possibilità di intervento. Il vice presidente, ricordo, ha tra le sue responsabilità quella di garantire un’attuazione efficace della politica di coesione UE, anche attraverso l’utilizzo del Fondo per una transizione giusta a sostegno dell’industria italiana e, nel caso particolare, quella siracusana”.

“Noi continuiamo a chiedere attenzione verso il polo petrolchimico aretuseo. E lo facciamo proprio adesso che emerge una generale consapevolezza della centralità per l’intero sistema energetico Italia di quest’area industriale. Verso la quale, dicono le ultime notizie, cresce l’interesse anche di fondi esteri. Questo è il momento per rilanciarsi e virare verso una transizione ecologica ‘giusta’”, conclude Scerra.

23 Aprile 2026 | 17:23
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