La Sicilia si candida a diventare uno dei territori più avanzati nel percorso di trasformazione energetica, una delle grandi sfide che stanno ridisegnando il futuro dell’Europa e del pianeta.
Per affrontarla con successo servono investimenti solidi, competenze tecniche e una filiera industriale capace di innovare. È proprio in questo scenario che si inserisce il progetto Hynego, promosso da Enego Holding, realtà attiva nel settore della transizione ecologica e impegnata in ambiti come la produzione e distribuzione di biometano e bio-GNL, la valorizzazione della CO2 per l’industria petrolchimica e lo sviluppo dell’idrogeno verde.
Sfida energetica: la raffineria Isab riscrive il futuro
Il cuore dell’iniziativa sarà lo stabilimento Isab di Priolo, dove è prevista la realizzazione di un grande impianto dedicato alla produzione di idrogeno verde. L’intervento si colloca all’interno di un più ampio piano di riconversione della raffineria, orientato verso carburanti sostenibili e processi industriali a minore impatto ambientale. L’avvio dei lavori è programmato per la fine del 2027, mentre il completamento è atteso entro il 2029.

La produzione di idrogeno verde sarà inizialmente destinata a coprire il fabbisogno energetico interno dell’impianto, contribuendo a ridurre la dipendenza da fonti fossili. Nella prima fase è previsto lo sviluppo di una capacità di 100 megawatt di idrogeno rinnovabile (RFNBO), con un investimento stimato intorno ai 240 milioni di euro. Successivamente, il progetto potrà essere ampliato fino a raggiungere i 300 megawatt complessivi, portando l’investimento oltre i 700 milioni.
L’evoluzione dell’impianto aprirebbe inoltre scenari più ampi: la possibilità di fornire idrogeno anche ad altre realtà industriali del territorio, sostenere la crescita della mobilità sostenibile locale e contribuire alla stabilità del sistema energetico regionale attraverso servizi di supporto alla rete.
L’area industriale di Priolo e Melilli rappresenta infatti uno dei poli di raffinazione più importanti d’Europa, con un peso strategico significativo per l’intero Paese, poiché contribuisce a circa un quarto della capacità nazionale di lavorazione dei combustibili liquidi.
Idrogeno verde: il fulcro della decarbonizzazione
Secondo Rosario Lanzafame, professore ordinario di Sistemi Energetici all’Università di Catania e delegato del rettore per l’energia, lo studio di fattibilità tecnico-economica ha già dimostrato che esistono le condizioni per rendere sostenibile l’iniziativa anche dal punto di vista economico. “Fino a pochi anni fa un progetto di questo tipo sarebbe sembrato difficilmente realizzabile – sottolinea – oggi invece si intravede la possibilità concreta di produrre idrogeno completamente rinnovabile sfruttando energia solare, eolica e acqua riciclata”.
L’idrogeno verde è considerato uno degli elementi chiave nella strategia di decarbonizzazione, soprattutto nei settori industriali più difficili da elettrificare, come acciaierie, cementifici, vetrerie, raffinerie e grandi impianti energetici, oltre al comparto dei trasporti. Pur non essendo ancora competitivo su larga scala, in alcune applicazioni rappresenta già oggi una delle poche soluzioni realmente percorribili per accompagnare la transizione verso un sistema energetico a basse emissioni.
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