Siracusa. Stretta sul caporalato, blitz nelle campagne: sfilza di controlli anti-sfruttamento, 52 braccianti identificati

di Redazione

Un servizio straordinario deciso in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica porta le forze dell’ordine a setacciare le aree agricole in provincia, dove il sistema del caporalato continua a rappresentare una delle principali criticità del comparto stagionale

Prosegue l’azione di contrasto contro il fenomeno dello sfruttamento lavorativo nelle aree agricole del Siracusano. Nelle ultime ore è stato messo in campo un nuovo servizio straordinario interforze disposto dalle autorità provinciali per monitorare la situazione nelle campagne e verificare eventuali irregolarità legate al caporalato.

L’operazione è scattata dopo le decisioni assunte durante una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocata per affrontare il tema dello sfruttamento della manodopera agricola. A coordinare le attività operative è stato il Questore di Siracusa, Roberto Pellicone, che ha pianificato un’intensa attività di controllo con il coinvolgimento di diversi corpi dello Stato.

Sul territorio sono intervenuti agenti della Polizia di Stato, militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, supportati dagli ispettori del lavoro specializzati nelle verifiche sulle condizioni occupazionali e sul rispetto delle normative vigenti. Le ispezioni si sono concentrate in particolare in alcune aziende agricole situate nelle zone di Villasmundo e Brucoli, aree nelle quali il settore agricolo impiega numerosi lavoratori stagionali. Durante i controlli sono stati identificati complessivamente 52 cittadini stranieri impiegati nei campi.

Secondo quanto emerso dalle verifiche effettuate dagli operatori, tutti i lavoratori controllati sono risultati regolarmente presenti sul territorio nazionale e in possesso dei requisiti previsti dalle norme sul lavoro. Gli accertamenti hanno riguardato sia la posizione amministrativa dei braccianti sia gli aspetti contrattuali e contributivi. L’attività rientra in un più ampio piano di prevenzione e repressione del caporalato, fenomeno che continua a rappresentare una delle principali criticità del comparto agricolo. Le autorità intendono mantenere alta l’attenzione soprattutto nelle aree dove si registra una maggiore presenza di lavoratori stranieri impiegati nei lavori stagionali.

Il sistema del caporalato, infatti, si basa spesso sul reclutamento illecito di manodopera attraverso intermediari che approfittano delle condizioni di fragilità economica e sociale dei lavoratori. In molti casi le vittime vengono sottoposte a turni pesanti, salari insufficienti e condizioni prive delle necessarie garanzie di sicurezza e tutela. Per questo motivo i controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane con ulteriori verifiche a tappeto nelle aziende agricole della provincia, nell’obiettivo di prevenire episodi di sfruttamento e garantire il rispetto della legalità nel mondo del lavoro.

21 Maggio 2026 | 11:38
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