A oltre un anno dall’ingresso del Comune di Siracusa nella rete di Avviso Pubblico, si riaccende il confronto politico sul significato concreto di quell’adesione. A intervenire è Sara Zappulla, che invita l’amministrazione comunale a trasformare gli impegni assunti in iniziative tangibili e riconoscibili dai cittadini.
Secondo l’esponente del Partito Democratico, la scelta compiuta dall’ente nel gennaio 2025 avrebbe dovuto rappresentare un punto di svolta sul fronte della legalità amministrativa, della trasparenza e della partecipazione civica. Un percorso che, ricorda Zappulla, era stato sostenuto con convinzione anche dal gruppo consiliare del PD, nella consapevolezza dell’importanza di inserire Siracusa all’interno di una rete nazionale impegnata nel contrasto alle mafie e alla corruzione.
Per la consigliera, però, l’adesione rischia oggi di restare confinata a un valore simbolico se non accompagnata da interventi concreti e verificabili. Zappulla sottolinea come la Carta di Avviso Pubblico richiami gli amministratori locali a precisi doveri: promuovere la trasparenza, favorire la partecipazione dei cittadini, assicurare correttezza nei rapporti con la comunità e valorizzare i beni confiscati alla criminalità organizzata.
Nel suo intervento, l’esponente dem evidenzia invece alcune criticità che, a suo giudizio, mostrerebbero l’assenza di un reale cambio di passo. Tra queste, la mancanza di una strategia chiara sui beni confiscati, l’assenza di informazioni puntuali sull’utilizzo delle risorse dedicate agli “Amministratori sotto tiro” e una trasparenza amministrativa che, secondo Zappulla, dovrebbe essere ulteriormente rafforzata.
La consigliera insiste soprattutto sul rapporto tra istituzioni e cittadini. Un Comune che sceglie di aderire a una rete come Avviso Pubblico, sostiene, dovrebbe garantire procedure più accessibili, tempi certi nelle risposte, maggiore facilità nell’accesso agli atti e una comunicazione costante sulle decisioni adottate dall’amministrazione.
Per Zappulla, il livello di apertura dell’ente si misura anche dalla capacità di dialogare con consiglieri comunali, associazioni, realtà territoriali e quartieri. Proprio i quartieri, aggiunge, dovrebbero tornare al centro dell’azione amministrativa attraverso servizi, presidi istituzionali e spazi di ascolto permanenti, soprattutto nelle aree più fragili della città.
Da qui l’appello finale rivolto all’amministrazione comunale: l’adesione ad Avviso Pubblico non può limitarsi a una presenza formale in una rete nazionale o a un richiamo nelle occasioni istituzionali. Per la consigliera del PD serve invece un percorso amministrativo coerente, capace di rendere visibili nella vita quotidiana dei cittadini i principi di legalità, trasparenza e partecipazione.