Da sx: Roberto Fai, Sabrina Gambino, Filippo Scerra, Giuseppe Antoci, Carlo Gilistro e Umberto Di GiovanniUn’iniziativa pensata per fare chiarezza su uno dei temi più dibattuti del momento: la riforma della giustizia. Stamane, sabato 14, alle ore 10.30, l’Urban Center di Siracusa ha ospitato un incontro pubblico aperto alla cittadinanza, dedicato a discutere le ragioni del “No” al prossimo referendum sulla giustizia. L’evento si propone di stimolare un dibattito costruttivo e informato su una materia complessa, che tocca direttamente il funzionamento del sistema giudiziario e delle istituzioni democratiche.

I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali di Filippo Scerra, parlamentare del Movimento 5 Stelle e Questore della Camera dei Deputati, che ha sottolineato l’importanza del momento: «Siamo qui all’Urban Center per discutere con un parterre veramente d’eccezione delle motivazioni del No. Il 22 e il 23 marzo i cittadini italiani saranno coinvolti in un referendum nel quale dovranno scegliere se sovvertire l’ordine costituzionale o dire No. C’è la possibilità di tutelare la Costituzione, di proteggere il nostro potere giudiziario che deve restare indipendente dal potere politico. Oggi spiegheremo perché è fondamentale dire No e invitiamo più persone possibile a partecipare e a informarsi, perché è molto importante tutelare la Costituzione».

A seguire, sono intervenuti i promotori dell’iniziativa e gli esponenti del mondo giuridico: Roberto Fai, rappresentante del Comitato per il No, e il deputato regionale Carlo Gilistro, anch’egli del Movimento 5 Stelle. Gilistro ha ricordato l’importanza di difendere i principi sanciti dai padri costituenti: «Noi dobbiamo difendere soprattutto la Costituzione e i nostri padri costituenti. La Costituzione italiana è fra le più belle e invidiate al mondo, e cambiare sette articoli significa arrecare un danno all’intero impianto costituzionale. Questo referendum è assolutamente iniquo per quanto riguarda la giustizia: la politica non deve interferire, soprattutto in ambito giudiziario».

Il dibattito è stato ulteriormente arricchito dalla presenza di figure di rilievo del settore: la procuratrice capo di Siracusa, Sabrina Gambino, l’avvocato Umberto Di Giovanni e l’europarlamentare Giuseppe Antoci. Antoci ha evidenziato come la riforma non risponda ai reali bisogni dei cittadini: «Questa non è una riforma che serve ai cittadini, e i dati sulle sentenze italiane rispetto alla media europea lo confermano. La riforma non risolverà le inefficienze, non potenzierà gli organici e non darà speranza ai cittadini né agli imputati. Serve invece a porre il potere politico sopra la magistratura. Noi siamo qui per dire No, per difendere i cittadini dalle false promesse e per restituire dignità a chi andrà a votare».

Oltre alla discussione sul referendum, l’incontro ha previsto un momento dedicato ai giovani: Antoci ha illustrato concretamente le modalità di accesso ai fondi dell’Unione Europea e le opportunità offerte dai programmi di progettazione comunitaria, favorendo una maggiore conoscenza delle politiche e dei finanziamenti europei.
L’iniziativa si è confermata così come uno spazio di approfondimento e dialogo, in cui cittadini, istituzioni e promotori del Comitato per il “No” hanno potuto confrontarsi direttamente, contribuendo a un dibattito pubblico trasparente e partecipato su un tema di grande rilevanza nazionale.
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