Siracusa. Qualità dell’aria sotto controllo: i dati Arpa dopo le segnalazioni di marzo

di Redazione

Dai dati disponibili sul fronte ambientale non emergono superamenti tali da attivare le procedure automatiche di allerta. Il direttore generale di Arpa Sicilia, Vincenzo Infantino, ha ribadito la linea dell’Agenzia, sottolineando come siano i dati ufficiali a descrivere la situazione, confermando l’impegno nel garantire trasparenza e continuità nel monitoraggio

Un quadro complessivamente sotto controllo, con criticità limitate nel tempo e nello spazio, emerge dal monitoraggio effettuato da Arpa Sicilia nei giorni centrali di marzo nei Comuni dell’area industriale siracusana.

L’analisi, condotta tra il 15 e il 23 marzo attraverso le centraline fisse e mobili, evidenzia alcuni innalzamenti temporanei dei valori di idrocarburi non metanici (Nmhc), registrati in particolare tra il 18 e il 19 marzo nelle zone di Belvedere e Priolo. Si tratta tuttavia di episodi circoscritti, mentre per gli altri inquinanti monitorati – come anidride solforosa (So2), benzene e idrogeno solforato (H2S) – i livelli si sono mantenuti al di sotto delle soglie di riferimento.

Anche per quanto riguarda l’anidride solforosa, sono stati rilevati alcuni picchi orari tra il 16 e il 20 marzo nelle aree di Belvedere e Città Giardino, senza però superamenti dei limiti previsti dalla normativa. L’approfondimento dell’Agenzia è stato avviato a seguito delle segnalazioni arrivate il 18 marzo tramite il sistema “Nose”, che hanno evidenziato un diffuso disagio olfattivo percepito dalla popolazione nei territori di Floridia, Solarino, Melilli, Priolo e Siracusa. Complessivamente sono state circa novanta le comunicazioni ricevute.

Tuttavia, dai dati disponibili sul fronte ambientale non emergono superamenti tali da attivare le procedure automatiche di allerta. Il direttore generale di Arpa Sicilia, Vincenzo Infantino, ha ribadito la linea dell’Agenzia, sottolineando come siano i dati ufficiali a descrivere la situazione, confermando l’impegno nel garantire trasparenza e continuità nel monitoraggio.

In questo contesto, resta centrale il confronto tra istituzioni, enti di controllo e realtà territoriali, tra cui il Cipa, con l’obiettivo condiviso di rafforzare le attività di prevenzione e migliorare ulteriormente i sistemi di rilevazione. Un percorso che punta a coniugare attenzione ambientale e responsabilità, evitando letture allarmistiche non supportate dai riscontri tecnici.

29 Marzo 2026 | 10:39
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