C’è anche la provincia di Siracusa tra le realtà siciliane premiate dalla Regione per l’efficienza amministrativa e la capacità di recuperare entrate tributarie. Nel piano di riparto da oltre 4,5 milioni di euro destinato ai Comuni virtuosi dell’Isola figurano infatti quattro centri siracusani: Augusta, Melilli, Ferla e Cassaro.
I contributi sono stati assegnati agli enti locali che, nel corso del 2024, sono riusciti a incrementare almeno del 3% la riscossione dei tributi rispetto all’anno precedente e che hanno approvato il rendiconto di gestione entro i termini fissati dalla normativa regionale. Due parametri considerati fondamentali per misurare la solidità finanziaria dei municipi e la capacità di garantire equilibrio nei conti pubblici.
In un quadro regionale spesso segnato da difficoltà economiche, carenza di personale e problemi legati alla morosità, la presenza di quattro Comuni siracusani nell’elenco degli enti premiati assume un valore significativo. In particolare, il riconoscimento evidenzia il lavoro svolto dagli uffici finanziari e tributari per migliorare la capacità di incasso e rispettare le scadenze amministrative.
La Regione ha previsto un sistema di distribuzione delle risorse articolato in due quote: il 30% del fondo è stato suddiviso in maniera uguale tra tutti i Comuni ammessi, mentre il restante 70% è stato attribuito in base all’incremento effettivo delle entrate registrato da ciascun ente.
Complessivamente sono 44 i municipi siciliani che beneficeranno dei finanziamenti regionali, con una forte concentrazione nelle province di Messina e Palermo. Restano invece fuori diversi territori dell’entroterra siciliano, in particolare le province di Enna e Caltanissetta, assenti dall’elenco dei beneficiari.
Sul tema è intervenuto anche Mario Emanuele Alvano, segretario generale di ANCI Sicilia, che ha accolto favorevolmente il meccanismo premiale ma ha evidenziato la necessità di interventi strutturali per aiutare i Comuni nella gestione della riscossione. Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento degli organici, la semplificazione burocratica, il ricambio generazionale negli uffici pubblici e una maggiore digitalizzazione dei sistemi amministrativi.
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