Respinge le contestazioni che le vengono mosse nell’ambito dell’inchiesta Nexus e nega di avere incassato i 10 mila euro indicati nell’impianto accusatorio. Concetta Carbone, ex vicepresidente del Consiglio comunale di Siracusa, ha scelto di affidare alle dichiarazioni spontanee rese davanti al giudice per le indagini preliminari la propria ricostruzione dei fatti, contestando la lettura degli episodi contenuta nell’ordinanza cautelare.
Assistita dall’avvocata Sofia Amoddio, Carbone è comparsa davanti al gip Antonella Coniglio per l’interrogatorio di garanzia. Nel corso dell’audizione, durata circa un’ora secondo quanto riferito dalla difesa, avrebbe esaminato diversi passaggi dell’ordinanza e delle intercettazioni richiamate dagli inquirenti, fornendo la propria versione sui rapporti personali e sull’attività svolta in relazione al progetto dell’ostello di Cassibile.
Le accuse formulate dalla Procura europea riguardano, tra l’altro, le ipotesi di associazione per delinquere e corruzione. Secondo la ricostruzione accusatoria, l’ex amministratrice avrebbe contribuito a favorire le imprese riconducibili alla famiglia Boscarino nell’ambito di affidamenti pubblici, ottenendo in cambio una somma di 10 mila euro. Una ricostruzione che Carbone, attraverso le dichiarazioni rese al gip, ha fermamente contestato.
Il progetto dell’ostello di Cassibile
Uno dei punti centrali della difesa riguarda l’intervento di ampliamento dell’ostello di Cassibile, finanziato dal Ministero dell’Interno e destinato, secondo quanto riferito dalla legale, ad accogliere circa 200 migranti.
Carbone avrebbe spiegato di essersi occupata del progetto nella sua veste amministrativa, seguendone l’evoluzione anche dopo la conclusione dell’incarico di assessora. Un’attività che, nella sua ricostruzione, sarebbe stata finalizzata a garantire la prosecuzione dell’intervento e a mantenere i rapporti con gli uffici ministeriali competenti.
La difesa sostiene inoltre che l’ex amministratrice non avrebbe avuto compiti decisionali nella gestione delle procedure di affidamento. In particolare, secondo quanto riferito dall’avvocata Amoddio, Carbone non avrebbe firmato atti di gara, contratti o mandati di pagamento, attività che non rientravano nelle sue competenze.
La questione dovrà essere valutata nell’ambito degli accertamenti giudiziari, anche alla luce degli elementi raccolti dagli investigatori e delle eventuali ulteriori iniziative delle parti.
La contestazione sui 10 mila euro
È soprattutto sulla presunta corresponsione di denaro che la difesa concentra una parte rilevante delle proprie argomentazioni. Carbone nega categoricamente di avere ricevuto la somma contestata e, secondo la legale, le conversazioni richiamate nell’ordinanza non dimostrerebbero un effettivo passaggio di denaro tra i soggetti coinvolti.
A sostegno della propria posizione, la difesa richiama alcune intercettazioni nelle quali, secondo la lettura proposta dall’avvocata, emergerebbero lamentele per la mancata realizzazione di interventi da parte del Comune e riferimenti al fatto che Carbone non avrebbe ottenuto alcun vantaggio.
Si tratta, tuttavia, di elementi interpretati dalla difesa e che dovranno essere confrontati con l’intero quadro investigativo. L’assenza di un’ammissione o la contestazione delle accuse da parte dell’indagata non esauriscono, infatti, la valutazione degli elementi raccolti dalla Procura.
Il rapporto con il carabiniere Strazzulla
Un altro aspetto affrontato durante l’interrogatorio riguarda i rapporti con Salvatore Strazzulla, carabiniere indicato dagli inquirenti come figura centrale nell’ipotesi associativa e attualmente detenuto.
Carbone avrebbe ricondotto il legame con Strazzulla a un rapporto di amicizia, negando di avere preso parte ad accordi illeciti o di avere condiviso eventuali iniziative finalizzate a condizionare gli affidamenti pubblici.
La difesa ha inoltre riferito che, dal 3 ottobre, l’ex amministratrice non avrebbe più incontrato Strazzulla né gli altri indagati. Anche su questi aspetti saranno gli approfondimenti giudiziari a dover chiarire la natura dei rapporti e l’eventuale rilevanza dei contatti nell’ambito dell’inchiesta.
Le dimissioni e il ricorso al Riesame
Sul versante politico-amministrativo, Carbone ha rassegnato le dimissioni dalla carica di vicepresidente del Consiglio comunale e da quella di consigliere. L’avvocata Amoddio ha precisato che la decisione sarebbe stata formalizzata il 15 ottobre, prima della sospensione disposta dalla Prefettura in applicazione della normativa vigente.
Secondo la ricostruzione fornita dalla legale, la volontà di dimettersi sarebbe stata sottoscritta il 15 ottobre e depositata al gip il giorno successivo, dopo gli adempimenti necessari. La difesa sostiene pertanto che la scelta di lasciare gli incarichi elettivi fosse precedente alla sospensione di diritto.
Per quanto riguarda la misura cautelare, l’avvocata ha annunciato la presentazione di un ricorso al Tribunale del Riesame di Catania. Al momento, tuttavia, Carbone rimane agli arresti domiciliari: secondo quanto riferito dalla difesa, durante l’interrogatorio non è stata avanzata al gip una richiesta di revoca della misura.
Gli effetti sul Consiglio comunale
L’uscita di scena di Carbone apre anche una fase di riassetto all’interno del Consiglio comunale di Siracusa. Il presidente dell’assemblea, Alessandro Di Mauro, ha riferito di avere ricevuto la comunicazione relativa alle dimissioni.
Per la sostituzione di Carbone è indicato Nicolò Saetta, primo dei non eletti nella lista Francesco Italia sindaco. Nel frattempo, è stata comunicata anche la decisione del consigliere Mpa Sergio Bonafede di lasciare l’incarico per motivi personali, precisati come estranei all’inchiesta Nexus. Al suo posto dovrebbe subentrare Antonino Bianca, espressione di Grande Sicilia.
Mentre proseguono gli sviluppi dell’indagine, la vicenda giudiziaria resta aperta. Le contestazioni della Procura europea e la versione fornita da Carbone dovranno trovare riscontro nelle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria. Per tutti gli indagati resta fermo il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.
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