Siracusa. Miasmi e nuova discarica di scorie industriali, insorge Italia Nostra: «Tutelare salute dei cittadini, serve la verità»

di Redazione

Dalle continue segnalazioni registrate dai residenti alla preoccupazione per una nuova discarica, l’associazione ambientalista punta il dito contro la mancanza di informazioni pubbliche sugli accertamenti in corso e richiama tutti gli enti competenti alle proprie responsabilità: “I cittadini hanno il diritto di vivere in un ambiente sano e sicuro”

In foto: segnalazioni Nose verificate da Nella Tranchina, presidente Italia Nostra Sicilia

A quasi tre mesi dall’allarme lanciato in seguito alla fuoriuscita di idrocarburi nella zona industriale di Priolo, Italia Nostra torna a denunciare quella che definisce una situazione ambientale ancora irrisolta nel comprensorio industriale siracusano.

A intervenire sono Nella Tranchina, presidente regionale di Italia Nostra Sicilia e vicepresidente della sezione di Melilli, e Liliana Gissara, presidente della sezione di Siracusa e consigliere nazionale dell’associazione, che in un articolato documento esprimono forte preoccupazione per il perdurare delle segnalazioni provenienti dai cittadini di Augusta, Priolo Gargallo, Melilli, Siracusa, Floridia e Solarino.

Secondo quanto riferito dall’associazione, le denunce relative alla presenza di disagi olfattivi persistenti non si sono mai interrotte dopo l’episodio del 19 marzo scorso. Al contrario, continuano a essere registrate quotidianamente da residenti che lamentano disagi significativi nella vita quotidiana, difficoltà a permanere all’aperto e crescenti timori per le possibili conseguenze sulla salute pubblica.

«Le segnalazioni provenienti dai cittadini continuano con estenuante frequenza quotidiana», evidenzia Italia Nostra, sottolineando come il fenomeno stia alimentando un diffuso clima di preoccupazione all’interno delle comunità interessate.

Il richiamo alla sentenza della Cassazione

Nel documento, l’associazione richiama la recente sentenza n. 10064/2026 della Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ribadisce il dovere delle pubbliche amministrazioni di intervenire tempestivamente nella tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

Secondo Italia Nostra, il pronunciamento della Suprema Corte rappresenta un importante punto di riferimento, poiché afferma che gli amministratori pubblici non possono sottrarsi alle proprie responsabilità quando omissioni o ritardi contribuiscono al deterioramento dell’ambiente o al mancato controllo di situazioni potenzialmente dannose per la collettività.

L’associazione evidenzia come la tutela ambientale non costituisca una semplice scelta politica, bensì un obbligo giuridico fondato sui principi costituzionali sanciti dagli articoli 9 e 41 della Costituzione.

 

«Serve piena trasparenza»

Pur riconoscendo come positive alcune recenti iniziative adottate da amministrazioni comunali del territorio, Italia Nostra ritiene che tali interventi non siano ancora sufficienti a rispondere alle richieste di chiarezza avanzate dalla popolazione.

Da qui la richiesta di una maggiore trasparenza sulle attività di monitoraggio, sugli accertamenti effettuati e sui risultati delle verifiche ambientali.

«I cittadini hanno il diritto di sapere cosa stanno respirando, quali siano le cause delle molestie olfattive che interessano il territorio e quali misure si intendano adottare per garantire la tutela dell’ambiente e della salute pubblica», affermano i due rappresentanti dell’associazione.

A sostegno delle proprie preoccupazioni, Italia Nostra cita anche le numerose segnalazioni registrate dal sistema NOSE (Network for Odour Sensitivity), gestito da ARPA Sicilia e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, che continuerebbero a documentare il disagio percepito dalla popolazione negli ultimi giorni.

Le richieste agli enti competenti

Nel documento vengono avanzate precise richieste alle istituzioni coinvolte. Ad ARPA Sicilia viene chiesta la pubblicazione tempestiva di tutti i dati relativi ai monitoraggi ambientali e ai campionamenti effettuati. All’ASP di Siracusa viene invece richiesto di valutare gli eventuali effetti sanitari delle persistenti molestie olfattive e di informare pubblicamente la cittadinanza sugli esiti delle proprie analisi.

L’associazione sollecita inoltre i sindaci dei comuni interessati ad assumere un ruolo ancora più attivo nella comunicazione con i cittadini, mentre alla Prefettura di Siracusa viene chiesta la convocazione urgente di un tavolo istituzionale permanente che coinvolga enti di controllo, amministrazioni locali e aziende operanti nel polo industriale.

Alla Regione Siciliana, infine, viene richiesto di esercitare pienamente il proprio ruolo di coordinamento e vigilanza per fare luce sulle cause dei fenomeni denunciati.

La contrarietà alla nuova discarica industriale

Nel comunicato trova spazio anche un altro tema destinato ad alimentare il dibattito pubblico: il recente via libera a un progetto per la realizzazione di una nuova discarica destinata allo smaltimento di scorie e ceneri industriali in prossimità del polo petrolchimico siracusano.

Italia Nostra esprime «profonda preoccupazione e ferma contrarietà» alla decisione, ritenendo che essa rischi di aumentare ulteriormente il carico ambientale su un territorio già segnato da decenni di industrializzazione, dalla presenza di siti contaminati e da problematiche ambientali ancora irrisolte.

Secondo l’associazione, qualsiasi nuovo intervento che possa incrementare la pressione ambientale sull’area dovrebbe essere preceduto da rigorose valutazioni cumulative degli impatti, capaci di considerare non soltanto il singolo progetto ma l’insieme delle criticità già presenti sul territorio.

«La tutela della salute non può più attendere»

Italia Nostra conclude ribadendo la volontà di continuare a monitorare l’evoluzione della vicenda e di valutare eventuali ulteriori iniziative, comprese segnalazioni ed esposti alle autorità amministrative e giudiziarie qualora emergessero omissioni o ritardi nella gestione della situazione.

«Non è più accettabile che il territorio di Augusta, Priolo, Melilli e Siracusa continui a essere considerato un’area sulla quale concentrare nuovi impianti e nuovi fattori di pressione ambientale senza una preventiva e complessiva valutazione della sostenibilità territoriale e sanitaria delle scelte autorizzative», sottolinea l’associazione.

Un appello che torna a porre al centro del dibattito il delicato equilibrio tra sviluppo industriale, tutela ambientale e diritto alla salute in una delle aree più industrializzate della Sicilia, dove cittadini e associazioni continuano a chiedere risposte certe e interventi concreti.

17 Giugno 2026 | 06:55
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