Metti una sera in scena una commedia di Nino Martoglio, metti una sera in scena un protagonista come Enrico Guarneri, ed ecco che la magia del teatro si materializza nella quadratura del cerchio: il successo.
La serata al Vasquez con la rappresentazione di “U contra” è stata costellata di risate e applausi, ancorché liberatori, tutti sintonizzati nei punti nodali della vicenda, ed erano tantissimi.
Quando una affollata platea quasi sollecita quello che avviene in palcoscenico, quando nello spettatore c’è la spontaneità di un cherubinante afflato con gli attori, ben oltre il successo accade il miracolo di vivere insieme la vicenda come fosse vera.
Il pubblico aspettava le battute, quasi le sollecitava, consacrandole poi con risa e battimani: il sintomo veritiero e inoppugnabile del successo.
Sembra quasi un pleonasmo sottolinearlo. Ma un successo così pare quasi già scritto nel copione.
A patto, s’intende, che ci siano gli attori giusti. Quelli, per intenderci, che la capacità professionale la verificano con la simmetria interpretativa che lo stesso Martoglio avrebbe approvato.
Attori come Ileana Rigano (consistente curriculum), Vitalba Andrea, Rossana Bonafede, Vincenzo Volo, Mario Opinato, Ilenia Maccarrone, Pietro Barbaro , Gianni Fontanarosa, Mirella Petralia, Nuccia Mazzarà, Alessandro Falci.
La staticità virtuale del testo è stata esorcizzata dalla regia di Antonello Capodici con interventi dinamici e persino festosi al vedersi, così come certi chiaroscuri vocali sono stati individuati nel contesto.
La Catania del 1918 è stata così rigenerata nel cortile della Civita, colorito e straripante di vitalità nelle pertinenti modalità della «curtigghiarata».
Lode dunque (è d’obbligo) a Nuova Scena che, a fronte di un inopinato forfeit nel cartellone, ha saputo trovare la soluzione eccellente scegliendo «U contra” per la gioia degli abbonati e non.
A patto però di avvalersi della disponibilità di Enrico Guarneri e dei propri attori, che hanno rinunziato ad un turno di riposo, tanto legittimo quanto sindacale, pur di correre in soccorso di Nuova Scena.
Al termine, con lo schieramento in proscenio del cast, applausi scroscianti e insistiti per premiare un impegno artistico di livello qualificato in ogni particolare, ivi comprese le scenografie articolate e funzionali nel riproporre una Civita circoscritta in un palcoscenico.
Costumi tanto variopinti quanto ariosi, quasi come elementi di una estrosa scenografia, anch’essi in un contesto armonico.
Col sorriso sulle labbra si è perciò conclusa la serata de “U contra», che per altro verso ha il merito di una funzionalità nella messinscena che sembra scritta giorni addietro.
Ed è il viatico migliore per quella che sarà la chiusura della stagione con «La commedia della vita» che Dora Peluso porterà in palcoscenico venerdì 5 aprile alle ore 20,15. Sempre al Vasquez.
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