Siracusa. Sepolta da oltre due millenni: scoperta rara moneta aretusea che racconta la caduta di ‘Akragas’

di Redazione

Uno eccezionale ritrovamento nella necropoli di Maddalusa restituisce un’inestimabile moneta aurea coniata dall'antica Siracusa alla fine del V secolo a.C. Rinvenuto durante uno scavo d'urgenza all'interno di una tomba greca, il prezioso reperto riaccende i riflettori sulle drammatiche vicende della guerra contro Cartagine e rafforza il profondo legame storico tra Siracusa e Agrigento, due protagoniste assolute della civiltà greca in Sicilia

Un eccezionale ritrovamento archeologico restituisce una nuova e preziosa pagina della storia della Sicilia antica. Nel corso di uno scavo d’urgenza programmato dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento per il recupero di una tomba a cappuccina di tegole di età greca, nella duna di Maddalusa, a ovest della foce del fiume Akragas, gli archeologi hanno rinvenuto una rara moneta d’oro Siracusana che si distingue per il suo straordinario stato di conservazione e per l’elevato valore storico e numismatico.

La scoperta si inserisce nel ricco patrimonio di testimonianze emerse nell’area di Maddalusa fin dal XIX secolo, confermando il ruolo centrale della vasta necropoli che accompagnò lo sviluppo dell’antica Akragas sin dai primi decenni della sua fondazione, nel primo quarto del VI secolo a.C. Le numerose campagne di scavo hanno progressivamente delineato un’area funeraria estesa per oltre tre chilometri lungo la fascia costiera e nella parte centrale e occidentale della collinetta, uno dei complessi archeologici più significativi della Sicilia greca.

Nel corso dei decenni, da questo sito sono emersi sarcofagi in marmo e calcarenite di particolare pregio, tombe a cassa realizzate con tegole e grandi lastre di pietra, oltre a sepolture infantili entro vasi destinate sia all’incinerazione sia all’inumazione. Una parte di questi reperti è oggi custodita ed esposta al Museo archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, a testimonianza della ricchezza storica dell’area.

La necropoli continuò a essere utilizzata fino alla fine del V secolo a.C., periodo al quale appartiene anche la moneta appena recuperata. L’esemplare presenta al diritto la testa di Eracle rivolta verso sinistra, con il capo coperto dalla leontè, la pelle del leone di Nemea simbolo della prima delle celebri fatiche dell’eroe. Sul rovescio compare invece un quadrato incuso quadripartito con al centro una piccola testa femminile accompagnata dalla legenda “Syra”, chiaro riferimento all’antica Siracusa.

È proprio questo elemento a rendere il ritrovamento di straordinario interesse. La moneta appartiene infatti a una delle emissioni auree coniate da Siracusa durante uno dei momenti più drammatici della storia della Sicilia greca: la grande offensiva cartaginese della fine del V secolo a.C. La potente polis aretusea, alleata di Akragas, avviò allora una produzione monetaria in oro destinata a sostenere lo sforzo bellico contro l’avanzata dei Cartaginesi.

Il reperto diventa così una preziosa testimonianza materiale di una stagione che segnò profondamente il destino delle città greche dell’isola, culminando nel 406 a.C. con la conquista e la distruzione di Akragas da parte dell’esercito cartaginese. La sua presenza all’interno della necropoli restituisce un tassello fondamentale per ricostruire le relazioni politiche, economiche e militari tra le principali poleis siceliote in uno dei passaggi più complessi della storia mediterranea.

La moneta racconta inoltre il ruolo di primo piano esercitato da Siracusa, protagonista della storia antica del Mediterraneo e centro politico, militare e culturale capace di influenzare gli equilibri dell’intera Sicilia. Ogni nuova scoperta che richiama la città aretusea contribuisce a valorizzarne ulteriormente il patrimonio storico, confermando l’importanza delle sue emissioni monetarie come strumenti economici ma anche come simboli di potere, identità e alleanze.

Il rinvenimento di Maddalusa conferma ancora una volta come il sottosuolo siciliano continui a custodire testimonianze di eccezionale valore, capaci di ampliare la conoscenza del passato e di rafforzare il patrimonio culturale dell’isola. Un patrimonio che trova in Siracusa e Agrigento due dei suoi poli più rappresentativi, città unite da una storia millenaria che ancora oggi riaffiora attraverso reperti destinati ad arricchire il racconto della grande civiltà della Sicilia greca.

05 Agosto 2026 | 16:15
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