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CronacaSiracusa. ‘Mance’ al Senato, Nicita si difende: «Scelta politica». Ma la città resta senza risorse
Siracusa. ‘Mance’ al Senato, Nicita si difende: «Scelta politica». Ma la città resta senza risorse
di Redazione
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Il senatore del Pd respinge l’accusa di distrazione e rivendica la linea anti-microfinanziamenti. La replica del giornale: tra principi e realtà, la provincia aretusea paga il conto più alto
Alla pubblicazione dell’articolo sulle cosiddette “mance” del Senato inserite nella Legge di Bilancio, è seguita la risposta del senatore Antonio Nicita, che ha respinto con decisione l’idea di una sua presunta “distrazione” rispetto alla provincia di Siracusa. Una replica articolata, nella quale il parlamentare del Partito Democratico rivendica una scelta politica precisa: non partecipare al meccanismo delle micro-misure territoriali, giudicato inefficiente, arbitrario e potenzialmente clientelare.
Nicita spiega come il Pd abbia deciso di non suddividere il fondo parlamentare in quote personali, preferendo concentrare le risorse su interventi di respiro nazionale. In questa legislatura, ricorda, il gruppo dem al Senato ha destinato sedici milioni di euro a una misura trasversale di contrasto alla violenza di genere, rinunciando consapevolmente a interventi mirati sui singoli territori. Una linea che il senatore difende come più seria, strutturale e coerente con una visione di politica pubblica fondata su priorità, valutazioni e progettualità di lungo periodo.
Il senatore Antonio Nicita
Nella sua lettera, Nicita elenca inoltre una serie di emendamenti e iniziative parlamentari presentate in questi anni: dallo sblocco dei fondi FSC legati al Ponte sullo Stretto alle questioni del polo industriale siracusano, dai rimborsi del Sisma ’90 al personale PNRR nella pubblica amministrazione, fino al finanziamento da 300 mila euro per il Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights. Risultati che il senatore rivendica come frutto di un’azione politica credibile, condotta pur stando all’opposizione.
Preso atto di questa ricostruzione, resta però il dato centrale che il nostro articolo intendeva evidenziare e che la risposta del senatore, di fatto, conferma: nel riparto dei finanziamenti immediati e direttamente spendibili previsti dalla Finanziaria, la provincia di Siracusa resta sostanzialmente fuori. Non per distrazione, come chiarisce Nicita, ma per una scelta politica consapevole.
Ed è proprio qui che si apre il nodo. Un ordine del giorno non è un finanziamento, un impegno del Governo non equivale a una risorsa già in bilancio, un tavolo tecnico non produce effetti nel breve periodo. Nel frattempo, altri territori – spesso coincidenti con le aree di riferimento dei singoli parlamentari – incassano fondi concreti, visibili, capaci di incidere subito su bilanci comunali, opere pubbliche, iniziative sociali e culturali.
Il punto, dunque, non è stabilire chi abbia ragione sul piano dei principi. La linea del Pd è legittima, così come è legittimo criticarne gli effetti pratici. Perché ai cittadini della provincia di Siracusa, alle prese con carenze strutturali, emergenze sociali e servizi in difficoltà, interessa soprattutto ciò che arriva oggi, non ciò che è promesso per domani.
Riconoscere il valore di un’azione parlamentare di sistema non significa ignorare la realtà:mentre altri territori beneficiano delle “mance” del Senato, Siracusa resta a mani vuote. È una conseguenza diretta di una scelta politica, rispettabile ma non indolore.
Come giornale, continueremo a raccontare questa realtà senza sconti, dando spazio alle repliche e alle spiegazioni, ma senza rinunciare a segnalare chi ottiene risorse e chi resta indietro. Perché tra le dichiarazioni di principio e la vita quotidiana dei territori, il confine è fatto di numeri, atti e finanziamenti reali. E su questo terreno si misura, inevitabilmente, la credibilità della politica.