Siracusa. Madri in difficoltà, Sicilia ultima nella classifica nazionale del benessere

di Redazione

Il nuovo rapporto di Save the Children conferma il divario con il resto d’Italia: servizi carenti, lavoro fragile e poche tutele penalizzano le famiglie

Non si arresta il divario tra Nord e Sud quando si parla di qualità della vita delle madri. A certificarlo è ancora una volta il rapporto “Le Equilibriste – La maternità in Italia 2026” di Save the Children Italia, che colloca la Sicilia all’ultimo posto nella graduatoria nazionale del cosiddetto “Indice delle Madri”.

Un risultato che non sorprende, ma che continua a preoccupare profondamente chi si occupa di politiche familiari. Tra questi, Salvo Sorbello, presidente del Forum delle Associazioni Familiari della provincia di Siracusa e del Comitato Consultivo Aziendale dell’Asp aretusea, che evidenzia come la condizione delle madri nell’Isola stia progressivamente peggiorando senza che si registrino interventi incisivi.

Salvo Sorbello

Il rapporto analizza il livello di benessere delle madri attraverso un indicatore composito – il Mothers’ Index – costruito in collaborazione con ISTAT. Si tratta di uno strumento che valuta quanto un territorio sia realmente favorevole alla maternità, prendendo in considerazione diversi ambiti della vita quotidiana: dall’occupazione femminile alla disponibilità di servizi per l’infanzia, dalla salute alle condizioni economiche, fino alla percezione soggettiva di benessere.

Nel dettaglio, l’indice si basa su sette dimensioni fondamentali – demografia, lavoro, rappresentanza, salute, servizi, soddisfazione personale e sicurezza – analizzate attraverso quattordici indicatori provenienti dal sistema statistico nazionale. Il risultato è una fotografia chiara e comparabile tra le regioni italiane, capace di evidenziare dove essere madre è più semplice e dove, invece, comporta maggiori difficoltà.

Anche nell’ultima rilevazione, il Mezzogiorno resta indietro rispetto alla media nazionale. Per il quarto anno consecutivo, tutte le regioni meridionali registrano valori inferiori. In fondo alla classifica si trovano Basilicata e Puglia, mentre la Sicilia occupa nuovamente l’ultimo posto, confermandosi fanalino di coda. All’estremo opposto, si distinguono le realtà più virtuose: l’Emilia-Romagna guida la graduatoria, seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano e dalla Valle d’Aosta, che torna tra le prime posizioni dopo la flessione dell’anno precedente.

L’analisi proposta da Save the Children, ispirata al modello internazionale sviluppato negli Stati Uniti, punta a rendere leggibile un fenomeno complesso come quello dei diritti e delle condizioni delle madri, offrendo una sintesi efficace attraverso un indice composito. Proprio grazie alla collaborazione scientifica con l’ISTAT, il lavoro restituisce un quadro attendibile delle disuguaglianze territoriali che caratterizzano il Paese.

Da qui l’appello a non lasciare questi dati senza seguito. Secondo Sorbello, studi e approfondimenti dovrebbero tradursi in azioni concrete, capaci di individuare priorità e interventi mirati. L’obiettivo è chiaro: rafforzare il sostegno alla genitorialità e ridurre un divario che continua a penalizzare migliaia di famiglie, soprattutto nel Sud Italia.

07 Maggio 2026 | 16:40
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