Il commercio siracusano perde uno dei suoi volti più conosciuti. È morto Nino Boncordo, imprenditore profondamente legato alla vita economica della città e tra coloro che presero parte alla nascita di Confcommercio Siracusa.
La sua storia professionale si è sviluppata lungo un arco di tempo segnato da profondi cambiamenti nel modo di fare impresa, ma ha sempre mantenuto un elemento costante: il rapporto con Siracusa e con il suo centro cittadino. Per generazioni, il nome Boncordo è stato associato a un’attività commerciale diventata parte integrante del tessuto urbano e della memoria collettiva.
Accanto al lavoro quotidiano, Boncordo aveva scelto di mettere la propria esperienza anche al servizio della categoria. La partecipazione alla fondazione di Confcommercio Siracusa lo aveva visto tra i protagonisti della costruzione di un’organizzazione destinata a rappresentare nel tempo le esigenze e gli interessi del mondo imprenditoriale della provincia.
Un impegno che negli anni è stato riconosciuto anche sul piano simbolico. Nel dicembre scorso, infatti, l’associazione aveva inserito l’attività di Boncordo nel circuito delle “Imprese Storiche”, attribuendole un riconoscimento riservato alle realtà che hanno accompagnato, con la loro presenza, l’evoluzione commerciale ed economica del territorio.
Oggi quel riconoscimento restituisce il senso di un percorso costruito nel lungo periodo: una storia fatta di continuità, sacrifici e lavoro, con l’attività di famiglia che ancora oggi mantiene la propria sede lungo corso Umberto, nel cuore della città.
La notizia della scomparsa ha suscitato cordoglio all’interno di Confcommercio Siracusa. L’associazione, attraverso i suoi organismi dirigenti e gli iscritti, ha rivolto un pensiero alla famiglia, sottolineando il valore umano e professionale di una figura che ha accompagnato una parte importante della storia commerciale siracusana.
La scomparsa di Nino Boncordo lascia così una traccia profonda, è un pezzo della memoria economica della città che viene consegnato al ricordo. Il suo nome resta legato a un modo di vivere il commercio fatto di presenza, impegno e rapporto quotidiano con la città.
Un’eredità che non si esaurisce con la sua scomparsa, ma che continua attraverso l’attività di famiglia e nei ricordi di quanti hanno condiviso con lui anni di lavoro e di vita cittadina.
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