di Bruno Alicata*
Uno dei luoghi più belli della nostra città è senza dubbio l’area dei Cappuccini, il punto panoramico col monumento ai Caduti italiani in Africa ad affacciarsi, sul lato a forma di prua che guarda il mare, verso un paesaggio di incomparabile bellezza.
Negli anni andati, la politica di persone serie, dopo la dismissione del selciato ferroviario, immaginò e realizzò, a partire da quell’area, l’unica Pista ciclabile degna di tal nome. Estesa per quasi 7 km, sino a Targia, intitolata a Rossana Maiorca, inebria e delizia lungo il percorso, per i paesaggi e i colori offerti dalla natura, risultando però, ad oggi, priva di benché minimo decoro e manutenzione, come denunciato da più voci: buche lungo il tracciato, staccionate divelte, cura del verde neanche a parlarne, corpi illuminanti danneggiati in più punti, rendendone pericoloso l’attraversamento serale.
Di recente, sono stati annunciati presunti progetti per lavori di manutenzione, essendo imbarazzante lo stato di degrado e abbandono in cui versa la Pista, la cui proprietà, giova ricordarlo, ad oggi rimane in capo a Rete ferroviaria italiana, essendone il Comune di Siracusa semplice affittuario, cui però compete la manutenzione e, verosimilmente, l’eventuale responsabilità civile e penale.
Peraltro, scaduto da tempo il contratto d’affitto, per quanto ci è dato sapere, lo stesso Comune non avrebbe provveduto al rinnovo, rimanendo comunque di fatto “conduttore”, mantenendo perciò intatti obblighi e responsabilità.
Ora, sul mancato rinnovo del contratto sarebbe utile comprendere i motivi dell’inerzia, e se siano, come crediamo, ascrivibili alla collaudata noncuranza di chi amministra. Di certo, a costoro vanno attribuiti i colpevoli ritardi per l’omessa manutenzione della Pista, compresa la sostituzione di quattro lampade, nel mentre si spendevano oltre 240 mila euro per le luminarie natalizie, peraltro indecorose e inappropriate in Corso Gelone, dismesse comunque le quali la città tornerà ad essere al buio, come da balorda “riqualificazione” di quartieri resi invivibili e poco sicuri dopo il tramonto.
*Opinionista politico, già senatore della Repubblica
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