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Siracusa. La vita dopo la tragedia, il ricordo di Giuseppe Pellizzeri nelle parole della moglie: «Nulla sarà più come prima»

di Redazione

A un anno dall’omicidio dell’ufficiale della Guardia Costiera, la moglie Ilenia Bottaro affida a una lettera aperta il peso di un dolore straziante, che non si attenua, e la forza di un percorso di vita logorato da un vuoto incolmabile ma anche dalla determinazione a cercare verità e giustizia

Dodici mesi segnati dall’assenza, dal dolore e dall’attesa della giustizia.

Nel giorno del primo anniversario che ricorda la tragica uccisione del tenente di vascello Giuseppe Pellizzeri, avvenuta il 10 giugno 2025, la moglie Ilenia Bottaro affida a una lettera aperta, pervenuta alla redazione di Libertà Sicilia, un messaggio di profonda intensità umana.

Una memoria nel quale il pensiero rivolto all’ufficiale della Guardia Costiera si intreccia alla gratitudine verso quanti hanno sostenuto lei e la sua famiglia in questi mesi difficili e alla determinazione con cui continua a seguire il percorso giudiziario legato alla morte dell’amato marito.

«È trascorso un anno da quell’orribile 10 giugno 2025», scrive Bottaro, ricordando come la sua vita, quella dei due figli e dell’intera famiglia siano state «stravolte e straziate» da un gesto che attende ancora una definitiva valutazione nelle aule di giustizia.

Parole che raccontano un dolore ancora vivo e profondo, accompagnato dalla consapevolezza che alcun verdetto potrà ridare ciò che è stato spezzato. «Nessuna sentenza ci restituirà quella dimensione di famiglia amorevole che insieme a mio marito, con gioia, dedizione e slancio, abbiamo costruito sin dagli anni della nostra adolescenza», afferma.

Nel suo messaggio, Ilenia Bottaro sceglie di ricordare il coniuge attraverso cinque parole che ne hanno segnato la vita e che oggi rappresentano anche la sua personale guida nel percorso umano e giudiziario che sta affrontando: Giustizia, Fiducia, Forza, Coraggio e Perseveranza.

La prima parola è “Giustizia”. Un valore che, secondo la vedova, ha sempre ispirato l’esistenza di Giuseppe Pellizzeri. Dall’Accademia Navale agli studi universitari, fino all’impegno nella Guardia Costiera, l’ufficiale aveva fatto del senso del dovere, della lealtà e del servizio allo Stato i principi fondamentali della propria condotta.

«Essere un ingegnere navale, essere un ufficiale, un servitore dello Stato era per lui un grande onore», ricorda la moglie, sottolineando come la sua integrità morale e il suo rigore lo portassero a non accettare compromessi di fronte all’illegalità.

La seconda parola è “Fiducia”, quella che Pellizzeri nutriva nelle istituzioni e nella giustizia. Una convinzione che, secondo la moglie, non venne mai meno, neppure nei momenti più difficili della sua vita. Un’eredità morale che oggi continua ad accompagnarla.

«Indossare la divisa e servire il Paese non era solo un dovere, era il più grande motivo d’orgoglio», scrive Bottaro, spiegando come proprio quella fiducia nelle istituzioni rappresenti ancora oggi un punto fermo nel suo cammino.

Seguono poi “Forza” e “Coraggio”, parole strettamente legate al percorso processuale in corso. La vedova racconta di seguire personalmente ogni fase del procedimento giudiziario, affrontando il peso emotivo di una vicenda dolorosa mentre continua a dedicarsi alla crescita dei due figli, privati per sempre della figura paterna.

«Nulla manca ai miei figli grazie al supporto della mia famiglia, ma mancherà per sempre e irrimediabilmente un padre», scrive con commozione.

Un sostegno fondamentale, sottolinea, arriva dall’affetto dei familiari e dall’assistenza del proprio legale, l’avvocato Sebastiano Grimaldi, nel quale ripone piena fiducia.

Infine la quinta parola: “Perseveranza”. È la determinazione con cui Ilenia Bottaro intende continuare a seguire il processo per l’omicidio del marito, con la stessa fermezza che, ne è convinta, avrebbe dimostrato Giuseppe.

Nel suo messaggio richiama anche la prossima udienza, fissata per il 4 novembre, data che coincide con la Festa delle Forze Armate. Una coincidenza che, secondo la vedova, il marito avrebbe interpretato come un richiamo simbolico ai valori di servizio, dovere e giustizia ai quali aveva dedicato l’intera esistenza.

La lettera si chiude con il ricordo di un uomo che, nelle parole della moglie, resta vivo nella memoria di chi lo ha conosciuto e amato. Un ufficiale dello Stato, ma soprattutto un marito e un padre descritto come «onesto, generoso e giusto».

A distanza di un anno dalla tragedia, il dolore resta immutato. Ma insieme al dolore emerge la volontà di proseguire il percorso verso la verità e la giustizia, nel nome di quei valori che hanno accompagnato per tutta la vita Giuseppe Pellizzeri e che oggi continuano a guidare la sua famiglia.

10 Giugno 2026 | 06:45
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