Siracusa. La Giunta Italia del rimpasto-farsa: azzera gli assessori e poi li rinomina. Siamo al ridicolo!

di Redazione

Quattro nomine su cinque confermano volti già presenti nell’esecutivo. L’azzeramento annunciato la scorsa settimana si traduce, almeno per ora, in un ritorno al punto di partenza. Una girandola di nomine che solleva una domanda: a cosa è servita questa operazione politica?

Cambiare tutto per non cambiare niente (la frase metafora pronunciata da Tancredi Falconeri nel romanzo Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa). È questa la sensazione che accompagna la ricomposizione della Giunta comunale guidata da Francesco Italia, dopo l’annuncio dell’azzeramento della scorsa settimana. Il sindaco ha firmato le nomine di quattro assessori: Edy Bandiera, confermato vicesindaco, Giovanna Porto, Luciano Aloschi e Giuseppe Casella. A loro si aggiunge Pierpaolo Coppa, rimasto in carica perché escluso dall’azzeramento.

Il risultato? La squadra di governo torna a comporsi con gli stessi nomi che già ruotavano attorno all’esecutivo cittadino. Altro che svolta, discontinuità o rilancio politico: almeno in questa prima fase, il rimpasto assomiglia più a una ricomposizione dell’esistente che a una vera operazione di rinnovamento.

E allora la domanda sorge spontanea: perché azzerare la Giunta per poi richiamare gli stessi assessori? Se l’obiettivo era imprimere una svolta all’azione amministrativa, i cittadini hanno diritto di sapere quale sarebbe il cambiamento concreto. Se, invece, si trattava di ricucire gli equilibri della maggioranza, sarebbe stato più trasparente dirlo senza presentare l’operazione come un nuovo inizio.

L’azzeramento che non cambia gli equilibri

La politica, naturalmente, vive anche di verifiche, confronti e riorganizzazioni. Ma un azzeramento dovrebbe avere un significato preciso: verificare il lavoro svolto, ridefinire le priorità, correggere ciò che non ha funzionato e indicare una direzione nuova. Altrimenti rischia di trasformarsi in una parentesi formale, utile a prendere tempo senza affrontare le questioni che hanno reso necessario il passaggio.

Nel caso di Palazzo Vermexio, il dato politico è evidente: quattro assessori sono stati nominati nuovamente, mentre Coppa non aveva mai lasciato il proprio incarico. Il sindaco parla di responsabilità, continuità amministrativa e interesse della città. Ma la continuità, da sola, non risponde alla questione fondamentale: che cosa dovrebbe cambiare rispetto a ieri?

Perché i siracusani non hanno bisogno soltanto di una Giunta ricomposta sulla carta. Hanno bisogno di risposte sui problemi della città, di servizi efficienti, di opere pubbliche portate a termine e di scelte amministrative comprensibili. E soprattutto hanno diritto di sapere se dietro le nuove nomine esista un progetto politico condiviso oppure soltanto la necessità di tenere insieme una maggioranza sempre più esposta al confronto interno.

Il tempo stringe, ma non basta invocare l’emergenza

Francesco Italia giustifica la decisione anche con le scadenze amministrative: entro il 30 novembre devono essere adottate le variazioni di bilancio di fine esercizio e occorre programmare e impegnare finanziamenti già assegnati al Comune.

Sono questioni serie, che non possono essere sottovalutate. Perdere risorse o rallentare opere pubbliche sarebbe un danno per la città. Ma proprio la delicatezza di queste scadenze rende ancora più necessario capire perché si sia arrivati a un azzeramento, se poi la soluzione individuata consiste nel riproporre quasi integralmente la squadra precedente.

L’urgenza amministrativa può spiegare la necessità di nominare rapidamente gli assessori. Non cancella, però, le domande politiche. E non può diventare una risposta universale a ogni interrogativo sulla gestione della città.

I cittadini meritano chiarezza, non un giro di nomine

Il sindaco assicura che la Giunta sarà completata nei prossimi giorni, dopo il confronto con i gruppi consiliari, e che tornerà in Consiglio comunale per riferire sugli esiti delle verifiche. Sarà quello il momento per capire se esista davvero una nuova impostazione oppure se l’operazione si esaurisca nella sistemazione degli equilibri politici.

Nel frattempo, resta la contraddizione di fondo: si annuncia un azzeramento e si riparte, almeno in larga parte, dagli stessi assessori. Un passaggio che rischia di alimentare nei siracusani la convinzione che, a Palazzo Vermexio, cambino le formule ma non necessariamente le cose.

Siamo al ridicolo? È la domanda provocatoria che nasce spontanea davanti a un’operazione presentata come una ripartenza, ma che per ora non mostra elementi sostanziali di discontinuità. La risposta definitiva spetterà ai fatti e agli atti amministrativi. Intanto, però, una certezza c’è: la città merita di conoscere le ragioni di questa manovra e soprattutto di giudicarne i risultati.

Perché una Giunta non si misura dal numero delle nomine annunciate, ma da ciò che riesce a fare per Siracusa. E nessun rimpasto, da solo, può sostituire le risposte che i cittadini aspettano.

27 Ottobre 2026 | 10:54
© RIPRODUZIONE RISERVATA