Se le prime giornate del triduo hanno preparato il cuore dei fedeli attraverso la riflessione e la preghiera, la giornata di oggi, sabato 31 gennaio rappresenta il momento del gioioso tripudio per l’intera comunità di Siracusa. La Parrocchia di San Tommaso Apostolo al Pantheon si trasforma nel centro gravitazionale della devozione salesiana, celebrando “l’Amico della gioventù” con un programma che unisce l’alta guida spirituale dell’Arcivescovo alla vivacità dei ragazzi.
L’accoglienza festosa e il protagonismo dei ragazzi
Il pomeriggio di sabato si aprirà all’insegna del raccoglimento con la preghiera del Santo Rosario alle ore 18:00. Tuttavia, l’atmosfera cambierà rapidamente alle 18:20, quando il sagrato e le navate del Pantheon si animeranno per la festosa accoglienza di Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Francesco Lomanto, Arcivescovo di Siracusa.
Non sarà un semplice protocollo istituzionale: ad attendere il Pastore della Chiesa siracusana ci saranno i ragazzi del cammino di iniziazione cristiana, protagonisti di un momento di intrattenimento appositamente preparato. Canti, gesti e l’allegria tipica del carisma di Don Bosco faranno da cornice a questo incontro, sottolineando come la parrocchia sia, prima di tutto, una “casa che accoglie”.
La Celebrazione Eucaristica: il cuore della Festa
Alle ore 18:30, il silenzio orante tornerà a regnare per la solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Lomanto. La presenza della massima autorità diocesana conferisce un valore speciale a questa ricorrenza, evidenziando il legame profondo tra la città e l’opera educativa dei Salesiani. Durante l’omelia, ci si attende un messaggio forte rivolto alle famiglie e agli educatori, ispirato al metodo preventivo di Don Bosco che oggi, più che mai, appare come una bussola necessaria per navigare le sfide del mondo giovanile.
La tradizione si rinnova: il panino di Don Bosco
Come ogni festa salesiana che si rispetti, la liturgia lascerà spazio alla convivialità. Al termine della celebrazione, verrà riproposto un rito che attraversa i decenni e i continenti: la distribuzione del tradizionale panino di Don Bosco con la mortadella.
Questo gesto, tanto semplice quanto simbolico, richiama le merende che il Santo offriva ai suoi “birichini” nelle prime domeniche d’oratorio a Torino. Un momento di aggregazione che vedrà insieme bambini, anziani e autorità, sotto lo sguardo benevolo del busto del Santo, a testimonianza che la santità può passare anche attraverso la gioia di un pasto condiviso.
L’invito del parroco, don Massimo Di Natale, è esteso a tutta la cittadinanza: partecipare alla giornata del 31 gennaio significa non solo onorare un Santo, ma rinnovare l’impegno collettivo verso il futuro delle giovani generazioni siracusane.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

