Si accende il confronto sindacale al Tribunale di Siracusa sulla programmazione delle assenze, delle ferie e del lavoro agile. A intervenire con una presa di posizione netta sono Sabina Zuccaro, Segretaria della FP-CGIL Siracusa, e Marialaura Macca, Funzionario presso l’Ufficio del Processo al Ministero della Giustizia, che parlano di “voci (o meglio urla) delle ultime settimane” e prendono le distanze da quelle che definiscono strumentalizzazioni.
“La FP-CGIL Siracusa interviene sulla questione attinente alla programmazione delle assenze, delle ferie e del lavoro agile dei dipendenti del Tribunale di Siracusa, a seguito dei comunicati ‘altisonanti’ delle ultime settimane”, dichiarano. Un intervento che, nelle intenzioni del sindacato, punta a riportare il confronto “nelle sedi opportune”, dopo una fase di tensione alimentata – secondo quanto affermato – da comunicazioni esterne e prese di posizione giudicate eccessive.
Zuccaro e Macca parlano di un “obbligo di prendere le distanze da chi fa campagna elettorale a scapito delle lavoratrici e dei lavoratori che asserisce di rappresentare e difendere”. Al centro della polemica c’è la direttiva dirigenziale del 12 dicembre 2025, che ha introdotto un nuovo regime di programmazione delle assenze.
Le firmatarie sottolineano che, “a seguito delle prime criticità applicative emerse in fase di sperimentazione”, è stato individuato “un punto di equilibrio tra la RSU e la Dirigenza, all’esito di un proficuo confronto sindacale e nel rispetto delle prerogative di entrambe le parti”. Un percorso che, secondo la FP-CGIL, avrebbe consentito di superare le difficoltà iniziali attraverso il dialogo.
Nonostante ciò, “taluni sindacati hanno ritenuto più opportuno divulgare informazioni interne all’amministrazione e notizie artatamente costruite al fine di screditare l’operato della RSU e della Dirigenza”, arrivando a ipotizzare “il ricorso all’azione giudiziaria per la repressione della condotta antisindacale ai sensi dell’art. 28 della Legge 300/1970”.
La contestazione, spiegano, riguarda in particolare la disposizione sulla programmazione mensile delle ferie. “Forse dimenticano, questi sindacati, di aver firmato un CCNL, relativo al triennio 2022/2024, che espressamente prevede, all’art. 21, comma 13, la pianificazione delle ferie annualmente entro il mese di aprile di ciascun anno?”, osservano Zuccaro e Macca.
Da qui la domanda: “Non si comprende, pertanto, sulla base di quali valutazioni si consideri lesiva dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori una direttiva che contempla la programmazione delle assenze su base mensile”, soprattutto alla luce del fatto che “le criticità emerse nella prima fase applicativa sono state ampiamente superate attraverso il dialogo e il confronto maturato, questo sì, nelle sedi opportune, e non attraverso proclami autoreferenziali apparsi sulla stampa”.
Secondo la FP-CGIL Siracusa, il rischio concreto è che a pagare le conseguenze del clima di tensione siano proprio i dipendenti del Tribunale. “Quel che è chiaro, invece, è solo che a pagarne le conseguenze saranno sempre i dipendenti del Tribunale di Siracusa, a cui, di certo, non giova il clima di tensione conseguenziale all’inasprimento dei rapporti sindacali cagionato da attacchi gratuiti e fini a sé stessi da parte di alcuni segretari locali”.
Un passaggio centrale della replica riguarda il lavoro agile. Le rappresentanti sindacali evidenziano come la direttiva oggetto di contestazione non si limiti alla calendarizzazione delle assenze, ma includa “un accordo sul lavoro agile, indubbiamente migliorativo rispetto al precedente assetto organizzativo”. Tra le novità citate: l’aumento dei giorni mensili fruibili, l’estensione dell’istituto “a tutto il personale che svolga attività smartabili, a prescindere dalla residenza”, e la possibilità di calendarizzarlo su base mensile anziché in un giorno fisso.
Secondo Zuccaro e Macca, l’eventuale annullamento in autotutela della direttiva – richiesto, tra le altre, dalla CISL-FP Ragusa Siracusa – comporterebbe il venir meno di tali benefici, con “conseguenze pregiudizievoli per centinaia di lavoratori che si vedrebbero sottratti, da un giorno all’altro, uno strumento oramai imprescindibile” per la conciliazione tra vita lavorativa e privata.
La FP-CGIL Siracusa conclude ribadendo la propria posizione: “Lungi dal voler ulteriormente esacerbare gli animi”, il sindacato si dissocia da un “modus operandi” che considera conflittuale e improduttivo, ricordando che “il sistema delle relazioni sindacali si basa sul dialogo consapevole, costruttivo e trasparente tra amministrazioni pubbliche e soggetti sindacali, improntato al reciproco riconoscimento non solo di diritti, ma anche di doveri”, e respingendo “con fermezza il conflitto aprioristico e finalizzato al raggiungimento di scopi che niente hanno a che fare con la tutela di tutte le lavoratrici e i lavoratori”.
Il dibattito resta aperto, ma la FP-CGIL rivendica la scelta del dialogo e del confronto istituzionale come unica strada percorribile per garantire stabilità organizzativa e tutela effettiva dei dipendenti del Palazzo di Giustizia aretuseo.
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