Siracusa. Droga, sequestro a fini estorsivi: slitta il processo in Corte d’Assise

di Redazione

Udienza rinviata per l’audizione della vittima, mentre per i due imputati minorenni scatta la messa alla prova

Si allungano i tempi della giustizia per il grave episodio di sequestro di persona a scopo di estorsione finito davanti alla Corte d’Assise. Il procedimento a carico di tre imputati maggiorenni è stato infatti aggiornato al prossimo 20 febbraio, data in cui è prevista l’audizione della persona offesa, ritenuta centrale per la ricostruzione dei fatti contestati.

A stabilire il rinvio è stata la Corte d’Assise, presieduta dalla giudice Tiziana Carrubba, chiamata a giudicare Yari Aglianò, 37 anni, Andrea Failla, 19 anni, e Deneth Tharinga Mallawa Arachchige, 23 anni, cittadino cingalese. I tre sono accusati, a vario titolo, di aver partecipato a un sequestro di persona finalizzato all’estorsione.

La decisione di aggiornare l’udienza è maturata dopo l’intervento del Pubblico Ministero, che ha informato il collegio giudicante di una circostanza rilevante: la presunta vittima, Moushine Noukri, risulta a sua volta indagata per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Proprio per questo motivo, il suo esame dovrà avvenire nel pieno rispetto delle garanzie difensive, con la presenza del legale di fiducia, rendendo necessario il rinvio.

Nel frattempo, il procedimento ha già registrato importanti sviluppi sul fronte parallelo che riguarda i due imputati minorenni, indicati come i carcerieri dell’ostaggio. Per entrambi, il giudice ha disposto l’ammissione alla messa alla prova, misura alternativa che prevede un percorso di responsabilizzazione e reinserimento sociale, evitando – se l’esito sarà positivo – una condanna penale.

Prima che l’udienza venisse aggiornata, si è registrato anche un intervento della difesa di Yari Aglianò, che ha sollevato alcune osservazioni preliminari nell’ambito del dibattimento. Questioni che saranno approfondite nelle prossime fasi del processo, quando il quadro accusatorio verrà definito con maggiore chiarezza attraverso l’escussione dei testimoni e, soprattutto, con l’ascolto della persona offesa.

Il procedimento resta dunque sospeso, in attesa di un passaggio giudiziario considerato decisivo. L’udienza del 20 febbraio si preannuncia cruciale per chiarire le dinamiche del sequestro e per valutare le responsabilità dei tre imputati maggiorenni, in un caso che ha suscitato forte attenzione per la gravità dei fatti contestati e per la complessità del contesto in cui sarebbero maturati.

10 Gennaio 2026 | 10:09
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