Prosegue l’attività di verifica e coordinamento avviata dalle istituzioni per affrontare il tema dei fenomeni odorigeni registrati nelle ultime settimane in diversi centri della zona industriale siracusana.
Nel pomeriggio si è svolta in Prefettura una nuova riunione convocata dal Prefetto di Siracusa, Chiara Armenia, con la partecipazione dei sindaci del territorio, dei rappresentanti delle aziende del polo industriale, dell’Arpa, dell’Asp e degli altri enti competenti, con l’obiettivo di fare il punto sulla situazione e individuare le misure più efficaci da adottare nell’immediato.
Le segnalazioni provenienti da cittadini residenti nei comuni di Priolo Gargallo, Melilli, Augusta, Solarino e Siracusa hanno determinato un’intensificazione delle attività di controllo e monitoraggio, già avviate nei giorni scorsi. Secondo quanto emerso dalle verifiche tecniche effettuate finora, gli inquinanti normati risultano all’interno dei limiti previsti dalla normativa vigente. L’attenzione degli esperti si concentra invece su alcuni episodi legati alla presenza di idrocarburi non metanici e a sporadici incrementi dei livelli di idrogeno solforato (H2S), sostanza che, pur mantenendosi lontana dalle soglie considerate rilevanti sotto il profilo tossicologico, può risultare percepibile dall’olfatto umano anche a concentrazioni molto basse.
Proprio per questo motivo le aziende dell’area industriale, con diligenza e spirito collaborativo, hanno immediatamente avviato ulteriori approfondimenti interni e rafforzato i controlli sugli impianti, riesaminando procedure e sistemi di monitoraggio con l’obiettivo condiviso di accertare con precisione le cause del fenomeno e intervenire tempestivamente qualora emergano eventuali criticità.
Dal territorio arriva un appello unanime alla collaborazione tra istituzioni, enti di controllo e imprese del comparto. I sindaci dell’area hanno evidenziato la necessità di individuare rapidamente le fonti dei disagi segnalati dalla popolazione, ribadendo al tempo stesso l’importanza di garantire sia la tutela della salute pubblica che continuità delle attività produttive in quanto rappresentano una risorsa strategica per l’economia nazionale e per l’occupazione del territorio.
Tra gli amministratori prevale inoltre la convinzione che il fenomeno richieda un approccio condiviso e strutturale. Alcuni primi riscontri registrati negli ultimi giorni sembrano indicare un alleggerimento dell’intensità degli odori avvertiti dalla popolazione, elemento che sarà ulteriormente valutato attraverso i dati raccolti dalle centraline e dalle attività di monitoraggio in corso.
Il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, ha spiegato che le verifiche tecniche effettuate finora non hanno evidenziato anomalie significative sugli inquinanti normati, che risultano entro i limiti previsti. L’attenzione si sta concentrando sugli idrocarburi non metanici e su alcuni picchi di idrogeno solforato (H2S), che in determinati momenti hanno superato le soglie di percezione olfattiva pur rimanendo molto lontani dai livelli considerati critici sotto il profilo tossicologico. Reale ha inoltre sottolineato come le aziende abbiano intensificato i controlli interni e stiano riesaminando procedure e impianti per accertare che nessun elemento sia stato trascurato.
Posizione netta quella del sindaco di Priolo, Pippo Gianni, che ha ribadito la necessità di individuare rapidamente la fonte del problema. Pur confermando la sua storica attenzione allo sviluppo industriale del territorio, il primo cittadino ha evidenziato come i disagi segnalati dalla popolazione richiedano risposte celeri e concrete. La proposta avanzata nei giorni scorsi di verificare progressivamente gli impianti nasce proprio dall’esigenza di risalire con certezza all’origine delle emissioni odorose.
Toni più fiduciosi arrivano dal sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, che ha ringraziato il Prefetto per la rapidità con cui è stato convocato il tavolo istituzionale. Carta ha evidenziato come negli ultimi giorni la situazione appaia in miglioramento rispetto alle fasi più acute, auspicando che la collaborazione tra enti pubblici e soggetti privati possa finalmente consentire di individuare e risolvere in modo definitivo un fenomeno che il territorio sollecita da anni.
Anche il sindaco di Solarino, Tiziano Spada, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare gli strumenti di controllo e monitoraggio ambientale. Secondo il primo cittadino e deputato del PD all’Ars, è fondamentale dotare gli enti preposti di tecnologie sempre più avanzate per consentire l’individuazione puntuale delle fonti responsabili dei fenomeni odorigeni e fornire risposte certe alle comunità interessate.
Sulla stessa linea il sindaco di Augusta, Giuseppe Di Mare, che ha parlato di una situazione seguita con la massima attenzione da parte di tutte le istituzioni. Di Mare ha ricordato come le segnalazioni abbiano interessato l’intera area Aerca e ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra politica, enti di controllo e comparto industriale per individuare soluzioni efficaci a tutela della salute pubblica.
Dal confronto emerge dunque una volontà condivisa: affrontare il problema attraverso dati scientifici, controlli rigorosi e una costante sinergia tra tutti i soggetti coinvolti. La riunione in Prefettura rappresenta un ulteriore passo in questo percorso, con l’obiettivo di fornire risposte concrete ai cittadini e consolidare un sistema di monitoraggio capace di prevenire e gestire eventuali criticità future senza creare allarmismi.
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