Oltre 159 milioni di euro di danni stimati, interi tratti di costa devastati, attività paralizzate e comunità ancora alle prese con le conseguenze del ciclone Harry. Eppure Siracusa non compare nel programma ufficiale della visita del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nelle aree colpite dall’emergenza. Un’assenza che pesa, e che solleva più di una perplessità.
La nota, diffusa dalla Presidenza della Regione, è chiara e dettagliata. Schifani ha programmato per domani e dopodomani una serie di sopralluoghi nelle province di Messina e Catania, accompagnato dal capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina. Nessun riferimento, però, al territorio siracusano, nonostante sia tra quelli che hanno subito i danni più rilevanti.
Secondo le stime provvisorie, i danni complessivi causati dal ciclone Harry superano i 740 milioni di euro. Le province più colpite risultano essere Catania con 244 milioni di euro, Messina con 202,5 milioni e Siracusa con 159,8 milioni. Una quantificazione che, va sottolineato, esclude i danni economici subiti dalle attività produttive, ricettive e turistico-balneari, costrette alla sospensione per il tempo necessario al ripristino delle strutture, così come quelli al comparto agricolo, già fortemente provato. A questi si aggiunge la richiesta di una ricognizione sulle infrastrutture portuali siciliane, altro tassello fondamentale dell’economia regionale.
Nel dettaglio, il programma prevede per venerdì 23 gennaio un primo sopralluogo a Taormina alle 15.30, seguito da una tappa a Santa Teresa di Riva e, in chiusura, un incontro in Prefettura a Messina con i sindaci e gli operatori balneari dei comuni colpiti, con punto stampa previsto. Sabato 24 gennaio sarà invece dedicato al Catanese: alle 10 la visita ad Acireale, quindi la Playa di Catania e, alle 12.30, l’incontro in Prefettura con amministratori locali e operatori del settore.
Se la chiarezza della comunicazione istituzionale è apprezzabile, meno comprensibile appare l’esclusione di Siracusa da un calendario che dovrebbe rappresentare, simbolicamente e concretamente, la vicinanza della Regione a tutti i territori colpiti.
In un contesto emergenziale di tale portata, la correttezza e la completezza dell’informazione avrebbero quantomeno richiesto l’annuncio di una successiva visita nel Siracusano. Un errore, si spera solo “comunicativo”, che la Regione avrebbe dovuto evitare, soprattutto di fronte a comunità che attendono risposte, risorse e attenzione istituzionale.
Il ciclone Harry ha lasciato ferite profonde nel territorio siciliano. Ora resta da capire se, oltre agli interventi di emergenza, la Regione saprà garantire un’attenzione equa e visibile a tutte le province colpite, senza lasciare nessuno indietro. Siracusa compresa.
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