Siracusa. Dall’alba al tramonto, nel segno della Lacrimazione: la comunità prega, cammina e si affida alla Madonna

di Redazione

Momenti intensi, scanditi da veglie, pellegrinaggi e celebrazioni nei luoghi che custodiscono la memoria dell’evento del 1953: dai giovani in marcia all’alba alla grande partecipazione serale, Siracusa rinnova una tradizione spirituale, in cui la devozione alla Madonna delle Lacrime torna a parlare al cuore della città

È cominciata nel silenzio della notte la giornata che a Siracusa rinnova ogni anno il legame profondo tra la città e la Madonna delle Lacrime. Una lunga veglia di preghiera, iniziata alle 21 di venerdì nel Santuario e proseguita nella Casa del Pianto di via degli Orti, ha accompagnato i fedeli verso il primo giorno della ricorrenza della Lacrimazione del 1953.

Un itinerario spirituale scandito dalla preghiera e dalla memoria, che all’alba ha assunto il volto delle nuove generazioni. I giovani della Diocesi di Siracusa sono partiti a piedi da Belvedere e hanno raggiunto il Santuario, dove alle 6 hanno partecipato alla Santa Messa. Un pellegrinaggio vissuto attorno a un tema destinato a sintetizzarne il significato: “Il sapore delle Lacrime”.

È stato poi il ritorno nei luoghi della storia a segnare la mattinata. Alle 8, in via degli Orti, scenario dei fatti della Lacrimazione, l’arcivescovo di Siracusa, monsignor Francesco Lomanto, ha presieduto la celebrazione eucaristica. Una Messa nel luogo in cui, nel 1953, si colloca l’evento che avrebbe segnato in maniera indelebile la storia religiosa della città e la sua identità.

Nel corso della celebrazione, il Rettore del Santuario ha affidato alla preghiera anche la memoria di chi ha accompagnato negli anni la vita del luogo sacro: i coniugi Angelo e Antonina Iannuso, ricordati come protagonisti della vicenda della Lacrimazione, padre Salvatore Arnone, nel primo anniversario della morte, e i volontari defunti.

Una memoria che attraversa la storia della Chiesa

Nella sua omelia, monsignor Lomanto ha richiamato la dimensione storica e identitaria della Lacrimazione della Madonna a Siracusa, sottolineandone il posto assunto nel magistero dei Pontefici e nel ministero dei Vescovi che nel tempo hanno accompagnato la comunità siracusana.

Non soltanto, dunque, la memoria di un avvenimento consegnato al 1953, ma una vicenda che continua a essere riletta nella vita della Chiesa e nella spiritualità di migliaia di fedeli. È in questa prospettiva che l’Arcivescovo ha richiamato anche il significato delle giaculatorie che accompagnano quotidianamente la preghiera nel Santuario.

“O Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, abbi pietà di noi! Madonna delle Lacrime, prega per noi! Alle tue Sante Lacrime, Gesù nulla rifiuta.”

Parole brevi, ripetute giorno dopo giorno, che condensano la devozione mariana e il rapporto spirituale con il dolore, la consolazione e la speranza. Al termine della celebrazione, l’invito dell’Arcivescovo è stato altrettanto essenziale e diretto: porre la propria vita nelle Lacrime della Madonna.

Il pellegrinaggio dal Pantheon al Santuario

La giornata di sabato proseguirà nel pomeriggio con un nuovo momento comunitario. Alle 17.30, l’appuntamento è fissato nella Parrocchia San Tommaso Apostolo al Pantheon, a Siracusa, da dove partirà il pellegrinaggio a piedi verso il Santuario.

Il percorso attraverserà via degli Orti e piazza Euripide, prima di raggiungere il Santuario della Madonna delle Lacrime. Un cammino che unisce idealmente alcuni dei luoghi più significativi della devozione siracusana e che sarà vissuto come momento di preghiera e partecipazione collettiva.

Alle 19 sarà celebrata la Santa Messa, presieduta da monsignor Francesco Lomanto, nella sua veste di Custode delle Lacrime della Madonna. Alla celebrazione prenderanno parte le associazioni di volontariato, gli ammalati, i Ministri Straordinari della Santa Comunione e i gruppi di volontariato della Pastorale della Salute.

Una presenza che conferisce alla celebrazione anche una particolare dimensione di vicinanza alle persone più fragili: la fede vissuta non soltanto come memoria e devozione, ma come attenzione concreta a chi attraversa la malattia, la sofferenza e la solitudine.

Una celebrazione senza barriere

La processione e la Santa Messa delle 19 saranno trasmesse in diretta televisiva su Sestarete Sicilia, canale 81 del digitale terrestre, consentendo anche a chi non potrà essere fisicamente presente di seguire i momenti centrali della giornata.

Particolare attenzione sarà inoltre riservata all’accessibilità. Sarà infatti disponibile il servizio di interpretariato LIS, Lingua Italiana dei Segni, per favorire la partecipazione della Comunità Sorda.

È un segnale che completa il senso di una giornata costruita attorno alla partecipazione: giovani e anziani, volontari e ammalati, pellegrini e comunità locali, insieme nel luogo che da oltre settant’anni rappresenta per Siracusa uno dei simboli più riconoscibili della propria identità religiosa.

Dalla notte di preghiera all’alba dei giovani, dalla Casa del Pianto alla celebrazione in via degli Orti, fino al pellegrinaggio serale verso il Santuario: Siracusa torna così a camminare nel segno delle Lacrime. Una memoria che, per la comunità dei fedeli, non appartiene soltanto al passato, ma continua a interrogare il presente e a tradursi in una domanda essenziale: affidare la propria vita, con le sue ferite e le sue speranze, alla preghiera.

29 Agosto 2026 | 11:50
© RIPRODUZIONE RISERVATA