Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siracusa, Federica Piccione, ha disposto la sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari nei confronti di Mirko Rosapinta, 33 anni, soggetto già noto alle forze dell’ordine e sottoposto alla misura della sorveglianza speciale.
La decisione del Gip è maturata a seguito dell’istanza presentata dalla difesa, con la quale l’indagato ha manifestato la volontà di patteggiare una pena pari a due anni di reclusione, aprendo così a una possibile definizione anticipata del procedimento penale.
Rosapinta era stato arrestato agli inizi dello scorso mese di novembre dai Carabinieri della Stazione di Ortigia, nel corso di un controllo che aveva portato al rinvenimento di una pistola detenuta illegalmente, circostanza aggravata dalla violazione delle stringenti prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale cui l’uomo era sottoposto proprio in virtù dei suoi precedenti penali.
Un quadro giudiziario già compromesso, dunque, che aveva indotto l’autorità giudiziaria, in sede di prima valutazione, a disporre la misura più severa della detenzione in carcere, ritenendo sussistenti le esigenze cautelari legate alla pericolosità sociale del soggetto e al rischio di reiterazione dei reati.
All’udienza di convalida dell’arresto, celebrata davanti al Gip Piccione, Mirko Rosapinta, assistito dall’avvocato Junio Celesti, aveva visto confermare l’arresto e la permanenza in carcere. Solo successivamente, alla luce dell’orientamento processuale espresso dalla difesa e della richiesta di patteggiamento, il giudice ha ritenuto di poter rimodulare la misura cautelare, disponendo il trasferimento dell’indagato presso il proprio domicilio, dove resterà sottoposto a rigidi controlli.
Resta ora da attendere l’esito dell’iter giudiziario, che dovrà stabilire in via definitiva le responsabilità penali e la pena da applicare in relazione ai gravi reati contestati.