Siracusa. Crisi idrica, reti vetuste e milioni sfumati. Cavallaro (FdI) sfida il PD: «Ristori non cancellano il fallimento, serve verità»

di Redazione

Tra perenni disservizi, rubinetti a secco e proteste, il dibattito si sposta dalle conseguenze alle cause. Il capogruppo di FdI, Paolo Cavallaro, annuncia verifiche sulla programmazione dell’ATI, sui fondi nazionali non ottenuti e chiede chiarezza sulle responsabilità istituzionali che hanno portato all'attuale emergenza: “I cittadini hanno il diritto di sapere se sono stati persi finanziamenti strategici per il futuro della città”. Poi l’affondo: “Il PD preferisce rifugiarsi in sterili polemiche politiche e tace sulle questioni più importanti”

La questione idrica continua ad alimentare lo scontro politico e istituzionale nel Siracusano.

Al centro del dibattito vi sono non soltanto gli atavici quanto gravi disservizi che coinvolgono quotidianamente cittadini, famiglie, attività economiche e strutture ricettive, ma anche il tema delle responsabilità istituzionali nella programmazione degli investimenti e nella capacità del territorio di intercettare risorse finanziarie strategiche per il potenziamento delle infrastrutture.

A intervenire è il consigliere comunale Paolo Cavallaro, capogruppo di Fratelli d’Italia al Vermexio, che replica alle critiche del Partito Democratico e rivendica la necessità di fare piena luce sulla gestione delle opportunità di finanziamento legate al settore idrico.

«Sorprende che il Partito Democratico, anziché contribuire a fare chiarezza sulle opportunità di finanziamento perdute e sulle responsabilità nella programmazione degli investimenti idrici, preferisca rifugiarsi in sterili polemiche politiche contro Fratelli d’Italia e il centrodestra», afferma Cavallaro.

Secondo il consigliere, il nodo centrale della vicenda resta ancora senza risposta. «Il PD rimane silenzioso sulla questione più importante: il nostro territorio ha perso o meno importanti opportunità di finanziamento? Sono stati presentati i progetti necessari? Le procedure sono state gestite correttamente? Vi sono state carenze nella programmazione o nell’attività degli enti competenti?».

Il voto favorevole agli indennizzi: accertare le cause

Cavallaro ricorda come Fratelli d’Italia abbia sostenuto in Consiglio comunale la mozione relativa agli indennizzi per cittadini e imprese colpiti dai disservizi idrici, ritenendo doveroso intervenire a tutela degli utenti danneggiati: «Ogni iniziativa volta a tutelare utenti, famiglie e imprenditori merita attenzione», sottolinea il capogruppo meloniano.

La mozione approvata dall’aula consiliare, osserva, nasce infatti dalla constatazione di un problema concreto e diffuso: interruzioni del servizio, difficoltà quotidiane per le famiglie, attività economiche penalizzate e strutture ricettive costrette a fare i conti con pesanti disagi.

«Se oggi si parla di indennizzi, compensazioni tariffarie, sgravi e ristori è perché qualcuno ha subito un danno», evidenzia Cavallaro. Da qui la domanda che il consigliere ritiene inevitabile: «Oltre a discutere delle conseguenze, non sarebbe opportuno accertarne anche le cause?».

Risalire alle responsabilità

Per l’esponente di Fratelli d’Italia, la richiesta di chiarimenti non dovrebbe essere interpretata come una polemica politica ma come un legittimo esercizio di controllo istituzionale: «La richiesta di trasparenza non dovrebbe avere colore politico. Chiedere se siano stati presentati progetti, se siano stati intercettati finanziamenti e se vi siano state carenze nella gestione dell’ATI o di altri soggetti coinvolti significa semplicemente svolgere un doveroso controllo nell’interesse dei cittadini».

Cavallaro richiama inoltre le posizioni espresse dal deputato nazionale Luca Cannata, secondo cui le spiegazioni fornite finora avrebbero finito per generare ulteriori interrogativi.

«Se davvero l’ATI ha svolto attività di coordinamento, supporto tecnico e accompagnamento dei Comuni, risulta difficile comprendere come il risultato finale venga oggi giustificato con carenze progettuali, documentazione incompleta e mancanza dei requisiti necessari», osserva.

Un ragionamento che conduce a un interrogativo di fondo: se il sistema di supporto ha funzionato correttamente, perché il territorio non sarebbe stato nelle condizioni di accedere a importanti opportunità di finanziamento? E, al contrario, se tali criticità erano presenti, perché non sarebbero state affrontate e risolte per tempo?

Il ruolo del Comune capoluogo, il capitolo Siam e gli investimenti mancati

Tra i punti evidenziati dal consigliere vi è anche il ruolo del Comune di Siracusa, amministrato dal presidente dell’ATI: «Se le responsabilità dovessero essere attribuite esclusivamente ai Comuni che hanno presentato le istanze, sarebbe opportuno spiegare perché nemmeno il Comune capoluogo sia riuscito ad ottenere risultati significativi nell’ambito di tali opportunità di finanziamento», sostiene Cavallaro.

L’esponente di Fratelli d’Italia allarga inoltre l’analisi agli anni precedenti all’attuale gestione del servizio idrico, richiamando il lungo periodo in cui la distribuzione dell’acqua è stata affidata a Siam.

Secondo Cavallaro, per comprendere realmente l’origine delle criticità odierne è necessario verificare quanto previsto dalla concessione e quanto sia stato effettivamente realizzato: «Quali investimenti erano previsti dalla concessione? Quali sono stati effettivamente realizzati? Quali interventi strategici attesi dalla città sono stati completati e quali sono rimasti sulla carta?».

Domande che, a suo giudizio, non possono essere eluse, poiché i problemi della rete idrica siracusana non sarebbero riconducibili esclusivamente agli ultimi mesi ma affonderebbero le proprie radici in criticità stratificate nel tempo.

Due accessi agli atti per verificare i finanziamenti

Per acquisire elementi concreti e sottrarre il confronto alle contrapposizioni politiche, Cavallaro annuncia di avere formalizzato due distinte richieste di accesso agli atti indirizzate all’ATI della Provincia di Siracusa.

La prima riguarda la verifica dell’eventuale presentazione, entro il 21 giugno 2023, delle candidature per l’inserimento di interventi nel Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (PNIISSI), nonché il relativo esito.

La seconda richiesta punta invece a ricostruire il quadro delle candidature presentate nell’ambito del Programma FESR Sicilia 2021-2027, con particolare riferimento ai progetti finanziati, a quelli esclusi e alle motivazioni che ne avrebbero determinato l’eventuale mancata ammissione.

Le iniziative parlamentari

Sul fronte nazionale, Cavallaro evidenzia come il parlamentare Luca Cannata abbia già annunciato ulteriori iniziative ispettive e di approfondimento.

«Ognuno nel proprio ruolo istituzionale, con un unico obiettivo: fare piena luce sulla vicenda e comprendere se il territorio abbia perso opportunità importanti per efficentare la propria rete idrica», sottolinea.

Tuona l’esponente: “Parleranno gli atti”

Al termine del suo intervento, il capogruppo di Fratelli d’Italia ribadisce che l’obiettivo del partito non sarebbe quello di alimentare polemiche politiche, ma di ottenere risposte documentate: «Fratelli d’Italia è stato ed è in prima linea su questo tema. Non perché interessato a polemiche di partito, ma perché ritiene che trasparenza, efficienza della pubblica amministrazione e corretta programmazione degli investimenti siano valori irrinunciabili».

Per Cavallaro, gli eventuali ristori rappresentano certamente un sostegno per chi ha subito danni economici e disagi, ma non possono sostituire gli investimenti strutturali necessari a modernizzare la rete e ridurre le perdite: «Gli indennizzi possono rappresentare un aiuto per chi ha subito un danno. Ma non sostituiscono gli investimenti, la programmazione e l’accertamento delle responsabilità».

La conclusione è affidata a una frase che sintetizza la linea scelta dal consigliere e dal suo partito: «Per il resto parleranno gli atti».

22 Giugno 2026 | 16:10
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