Siracusa. Crisi idrica infinita, Forum attacca: «Aretusacque e Amministrazione fuggono mentre la città soffre»

di Redazione

Dopo settimane di disagi e proteste, il Forum dell’acqua pubblica denuncia il silenzio dei vertici di Aretusacque e dell'amministrazione comunale mentre migliaia di cittadini continuano a fare i conti con rubinetti a secco: “Non possiamo considerare normale vivere in un'emergenza permanente, chi amministra deve metterci la faccia e spiegare come evitare il ripetersi di una crisi ormai ciclica. Serve trasparenza e una strategia strutturale”

Mentre l’emergenza idrica continua a mettere in ginocchio la città, il Forum provinciale per l’acqua pubblica rompe il silenzio e punta il dito contro Aretusacque e l’amministrazione comunale, accusati di non aver assunto pubblicamente la responsabilità di una crisi che da giorni sta esasperando la popolazione.

A intervenire è il portavoce del Forum, Alessandro Acquaviva, che apre il suo intervento con un pensiero rivolto ai cittadini, costretti a convivere con continui disservizi: «Siamo dinanzi a una prolungata emergenza idrica e il nostro primo pensiero va a tutti i cittadini esasperati che continuano a segnalare al numero verde del gestore la mancata erogazione dell’acqua o una pressione talmente bassa da non consentire nemmeno di soddisfare i bisogni quotidiani essenziali».

Il Forum distingue nettamente le responsabilità tecniche da quelle gestionali. Da una parte esprime un sentito ringraziamento alle maestranze e ai tecnici che, dal 10 luglio, sono impegnati senza sosta nella riparazione della condotta principale danneggiata dal violento colpo d’ariete provocato dal blackout elettrico. Dall’altra, però, riserva parole durissime ai vertici aziendali e alla politica locale.

«Stigmatizziamo con forza l’atteggiamento dei vertici di Aretusacque e degli amministratori comunali che, davanti a una situazione di così grave sofferenza per la comunità, hanno preferito non metterci la faccia», afferma Acquaviva, denunciando quella che definisce una grave assenza sul piano della comunicazione e della trasparenza.

Il nodo, secondo il Forum, non riguarda soltanto il ripristino del servizio, ma soprattutto la capacità del gestore di prevenire il ripetersi di episodi analoghi. Per questo viene chiesto ad Aretusacque di rendere pubblica la propria strategia per affrontare le criticità della rete idrica.

La domanda posta dal Forum è precisa: se blackout e micro-interruzioni della fornitura elettrica sono ormai eventi ricorrenti, soprattutto nei mesi estivi, quali misure strutturali sono state predisposte per evitare che un nuovo colpo d’ariete provochi l’ennesima paralisi del sistema? Oppure, osserva polemicamente Acquaviva, «siamo destinati ad accettare l’emergenza continua come una condizione di triste normalità?».

Una riflessione che sposta l’attenzione dall’episodio contingente alla programmazione e alla capacità di gestione del servizio, sollevando interrogativi sull’adeguatezza delle misure di prevenzione adottate dal gestore.

Pur mantenendo un tono fermo, il Forum precisa di non voler mettere in discussione il lavoro dei tecnici, ai quali viene riconosciuto il massimo rispetto. L’obiettivo, ribadisce Acquaviva, è quello di aprire finalmente un confronto con l’azienda, finora mai concretizzatosi: «Non intendiamo sostituirci a nessuno. Se saremo finalmente ricevuti, come chiediamo da tempo, siamo pronti a collaborare attivamente e a mettere a disposizione le nostre proposte. La nostra non è una provocazione, ma un contributo nell’interesse della collettività».

Le parole del Forum arrivano mentre il malcontento dei cittadini continua a crescere e la crisi idrica sembra non trovare una soluzione definitiva. Al di là degli interventi di riparazione in corso, resta aperta la questione centrale sollevata dall’associazione: se la rete continuerà a essere vulnerabile agli effetti dei blackout e non verranno adottate soluzioni strutturali, il rischio è che quella che oggi viene definita un’emergenza finisca per trasformarsi, ancora una volta, in ordinaria amministrazione.

16 Luglio 2026 | 10:59
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