Siracusa. Criminalità dilaga, economia e vivibilità demolite: il disastro politico del duo Italia-Coppa certificato da ‘Il Sole 24 Ore’

di Redazione

La responsabilità di questo fallimento ha nomi e cognomi, e i cittadini siracusani devono prenderne bene consapevolezza: oltre un decennio di mala gestione Italia-Coppa ha spento Siracusa e alimentato diseguaglianze e delinquenza

di Corrado V. Giuliano*

Leggere i dati pubblicati oggi da ‘Il Sole 24 Ore’ sulla desertificazione commerciale fa male, ma non sorprende chi vive la quotidianità siracusana.

L’inchiesta nazionale descrive un’Italia dove i negozi di vicinato spariscono e, con essi, la sicurezza. Per noi del Comitato Parchi, questa non è solo statistica: è la fotografia esatta del fallimento politico di un intero decennio.

Il Centro Storico è diventato un deserto

Il report giornalistico parla chiaro: “La presenza di punti vendita favorisce la convivenza sociale e limita i problemi legati alla sicurezza”. È quello che ripetiamo da anni. Dove si abbassa una saracinesca, si spegne una luce e si crea un cono d’ombra dove l’illegalità prolifera.

Siracusa, che dovrebbe brillare per vivibilità, si ritrova oggi, destinata alla monocultura del turismo ‘mordi e fuggi’ con interi assi viari svuotati. Non è un caso, né una fatalità del mercato globale: è il risultato tangibile della gestione della Giunta Italia-Coppa.

Dieci anni di politiche miopi

In dieci anni di amministrazione, cosa è stato fatto per tutelare il commercio di prossimità?
Mentre altre città citate nell’articolo – da Perugia a Lecco – attivavano bandi, sgravi fiscali e progetti di rigenerazione per tenere vivi i quartieri, a Siracusa abbiamo assistito all’inerzia.

La politica dell’amministrazione Italia-Coppa sembra aver puntato tutto su una “vetrinizzazione” turistica effimera, dimenticando i residenti e i piccoli imprenditori che tengono vivo il tessuto sociale.

Hanno trasformato la città in un palcoscenico per eventi spot, lasciando che dietro le quinte il tessuto economico reale morisse.

Senza negozi di prossimità, la criminalità spazia

Il risultato di queste scelte è sotto gli occhi di tutti: la sicurezza è ai minimi storici. Lo svuotamento commerciale ha consegnato le chiavi della città al degrado civico.

Senza il “presidio sociale” garantito dai negozianti – vere sentinelle del territorio – le nostre strade del centro storico sono diventate terra di conquista. E gli attentati agli esercizi vitali ne sono la rappresentazione.

La criminalità oggi spazia liberamente in zone che un tempo erano vive e controllate naturalmente dal viavai di cittadini e commercianti.

Non servono opere effimere e di belletto: serve che la città storica torni a vivere. Ma una città non vive se chi la governa non ha una visione che vada oltre l’aperitivo in piazza ed i dehors stagionali rapaci.

Come Comitato Parchi, non possiamo accettare che Siracusa scivoli verso quel -38% di attività previsto dalle stime peggiori per il 2035.

Chiediamo un’inversione di rotta immediata, questa Giunta ci sta rovinando, anche se temiamo sia tardi per rimediare ai danni fatti dall’asse Italia-Coppa. Hanno ereditato una città viva e ci stanno consegnando un dormitorio insicuro.

La responsabilità di questo disastro ha nomi e cognomi, e i cittadini siracusani devono prenderne bene consapevolezza

*Presidente del Comitato Parchi Siracusa e illustre giurista

19 Gennaio 2026 | 19:41
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