Siracusa. Criminalità, attentato alla Marina al chiosco famiglia Borderi, attesa per il Riesame

di Redazione

Il tribunale di Catania si prepara a decidere sulla posizione del trentenne accusato dell’esplosione al chiosco “Bulldog”. La difesa punta alla scarcerazione o ai domiciliari

Si avvicina il momento della verità giudiziaria per il caso dell’attentato dinamitardo che ha scosso la zona della Marina. Nelle prossime ore, il Tribunale del Riesame di Catania è chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di revoca della misura cautelare in carcere nei confronti di M. Z., trentenne siracusano ritenuto dagli inquirenti uno dei responsabili dell’esplosione avvenuta nella notte del 15 gennaio ai danni del chiosco “Bulldog”, situato in via Foro Vittorio Emanuele.

Al centro dell’udienza, l’istanza presentata dal legale difensore dell’indagato, l’avvocato Matilde Lipari, che ha contestato l’impianto accusatorio sostenendo l’assenza dei gravi indizi di colpevolezza necessari a giustificare la detenzione. La difesa ha quindi chiesto la scarcerazione immediata del proprio assistito o, in alternativa, la concessione di una misura meno afflittiva, come gli arresti domiciliari.

L’arresto del trentenne era scattato al termine di un’attività investigativa rapida ma articolata, condotta dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Siracusa. Fondamentale, per gli investigatori, si è rivelata l’analisi dei filmati di videosorveglianza presenti nell’area della Marina: le immagini avrebbero immortalato due soggetti mentre si davano alla fuga subito dopo aver acceso la miccia che ha innescato l’esplosione.

Il grave episodio si inserisce in un contesto già segnato da precedenti atti intimidatori. Il chiosco colpito, riconducibile alla famiglia Borderi, era stato infatti danneggiato pochi giorni prima, nella notte del 9 gennaio, quando un incendio aveva interessato un magazzino situato nel mercato di via De Benedictis, accanto al caseificio della stessa famiglia. Anche in quell’occasione, le telecamere avevano documentato l’azione di un uomo intento a cospargere liquido infiammabile prima di appiccare il fuoco.

Sono stati individuati anche i responsabili degli attentati del 12 e 13 dicembre, quando un uomo fece esplodere un ordigno nei pressi della pasticceria “BRANCATO” e dell’esercizio commerciale “MIO BAR”. Gli inquirenti, oltre ai riscontri video, hanno raccolto testimonianze, svolto servizi di osservazione e pedinamento e utilizzato strumenti tecnici avanzati per ricostruire in maniera dettagliata la dinamica dei fatti.

Secondo l’accusa, il quadro indiziario delineato sarebbe solido e indicherebbe nel trentenne uno dei protagonisti dell’attentato, compiuto – si ipotizza – con la complicità di un minorenne, la cui posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria competente per i minori.

Adesso la parola passa ai giudici del Riesame, chiamati a stabilire se gli elementi raccolti siano sufficienti a giustificare la permanenza in carcere dell’indagato o se, al contrario, sussistano le condizioni per una revisione della misura cautelare. Una decisione attesa che potrebbe imprimere una svolta significativa all’intera vicenda.

10 Aprile 2026 | 10:17
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