Siracusa. Cresce il numero dei giovani che rientrano in Sicilia dall’estero. Siracusa ancora indietro

di Redazione

Nel Siracusano il rapporto tra rientri e partenze si ferma al 37,2%: un dato che segnala le difficoltà del territorio nel riattrarre i propri talenti. Quasi 12 mila under 40 sono tornati nell’Isola tra il 2021 e il 2025, il 53% in più rispetto al quinquennio precedente

Nel quadro provinciale, Siracusa si colloca nelle posizioni di coda per incidenza dei giovani che hanno deciso di rientrare. La percentuale dei rientri sul totale regionale si attesta al 31,1%, un valore nettamente inferiore a quello registrato in altre province siciliane. A precedere il territorio aretuseo sono Messina, con il 91,3%, Enna, con il 75,6%, Ragusa, con il 74,9%, Caltanissetta, con il 66,7%, Trapani, con il 61,8%, e Palermo, con il 58,1%. Seguono Agrigento, al 48,3%, e Siracusa, mentre Catania chiude la graduatoria con il 27,5%. Se si considera, invece, il rapporto tra rientri e trasferimenti all’estero, la provincia di Siracusa raggiunge il 37,2%: in pratica, ogni 100 giovani che hanno lasciato il territorio per andare oltre i confini nazionali, circa 37 sono rientrati nel periodo preso in esame.

Il dato siracusano è inferiore a quello di Enna, che guida la graduatoria con 49 rientri ogni 100 partenze, e di Agrigento, con 46,8. Seguono Trapani con 45,8, Caltanissetta con 44,7, Catania con 40, Palermo con 39,4, Siracusa con 37,2, Messina con 36,3 e Ragusa con 36,1. Numeri che riaccendono il dibattito sulle condizioni necessarie per rendere il territorio siracusano più attrattivo per i giovani, sia sotto il profilo occupazionale sia per quanto riguarda la qualità dei servizi e le prospettive di crescita.

La Sicilia prova a invertire la rotta sul fronte dell’emigrazione giovanile. Per anni l’Isola è stata sinonimo di fuga dei cervelli, di partenze verso il Nord Italia e l’estero alla ricerca di opportunità professionali. Oggi, però, i dati più recenti segnalano una tendenza diversa: sempre più giovani scelgono di tornare. Un fenomeno in crescita, sebbene distribuito in maniera disomogenea tra le province. A fotografare questa evoluzione è il dossier elaborato dai Consulenti del lavoro, che colloca la Sicilia al secondo posto in Italia per incidenza dei giovani rientrati dall’estero. Nel periodo compreso tra il 2021 e il 2025, sono stati 11.908 i cittadini di età compresa tra 18 e 39 anni tornati nell’Isola, contro i 7.787 registrati tra il 2016 e il 2020. Si tratta di un incremento del 53%, superiore alla crescita media nazionale, attestata intorno al 33%. La Sicilia rappresenta il 9% dei rientri complessivi rilevati a livello nazionale, preceduta soltanto dalla Lombardia, che raggiunge il 20%.

Meno partenze, più ritorni: cambia il saldo migratorio

A rendere il quadro particolarmente significativo è il confronto con il numero dei siciliani che hanno scelto di trasferirsi all’estero. Nel quinquennio 2016-2020 erano stati 34.295, mentre tra il 2021 e il 2025 il dato è sceso a 29.454, con una diminuzione del 14%. Il rapporto tra chi torna e chi parte è così migliorato sensibilmente: si è passati da 22 rientri ogni 100 trasferimenti del quinquennio precedente a 40 rientri ogni 100 partenze nell’ultimo periodo considerato. Una dinamica che, tuttavia, non presenta gli stessi risultati in tutti i territori dell’Isola.

Schifani: «Le politiche del governo produrranno altri effetti»

I dati sono stati accolti positivamente dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha collegato l’aumento dei rientri alle misure adottate dal proprio esecutivo. Secondo il governatore, le politiche pubbliche possono richiedere tempo prima di produrre risultati concreti, ma sarebbero destinate a incidere sulle dinamiche economiche e sociali dell’Isola. Schifani ha inoltre sottolineato che nel dossier non sarebbero ancora compresi gli effetti di alcune misure introdotte più recentemente, tra cui gli incentivi per il Southworking e gli interventi destinati al rafforzamento di comparti produttivi strategici. Provvedimenti che, nelle aspettative del presidente, potrebbero favorire ulteriori rientri nei prossimi anni.

20 Settembre 2026 | 12:27
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