Un mistero fitto, intriso da inquietanti elementi simbolici, avvolge la morte di John Benjamin Braithwaite. Il trentaquattrenne originario di Leeds è stato trovato privo di vita nella notte tra sabato e domenica, adagiato sul fondo erboso delle campagne di contrada Piano Milo, un territorio isolato limitrofo a Canicattini Bagni, in provincia di Siracusa.
A dare l’allarme sono stati alcuni frequentatori della zona, sgomenti dalla presenza del cadavere. Quando i soccorritori e le forze dell’ordine sono giunti sul posto, si sono trovati di fronte a una scena dai contorni macabri: il corpo dell’uomo era completamente privo di abiti, collocato a poca distanza da una struttura di fortuna. Poco più in là, dipinto su un muro, campeggiava la testa di un caprone, mentre attorno alla salma sono stati rinvenuti diversi oggetti ritenuti occulti: tutti simboli che gli inquirenti stanno valutando come possibili elementi legati a pratiche esoteriche o rituali.
Sul collo del trentaquattrenne è stata riscontrata un’ecchimosi compatibile con l’impiego di una corda, pur in assenza di altri evidenti segni di violenza corporea. La Procura della Repubblica di Siracusa ha aperto un fascicolo e disposto l’esame autoptico, programmato per il prossimo 22 settembre, fondamentale per stabilire l’esatta causa del decesso e l’eventuale incidenza di quel solco riscontrato sulla gola. Tra le ipotesi al vaglio anche l’assunzione di stupefacenti o altre sostanze capaci di alterare lo stato psicofisico della vittima prima del dramma.
Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Siracusa e supportate dai rilievi tecnici dei militari del RIS di Messina, sono coordinate dal Procuratore Capo Sabrina Gambino, che ha già svolto un sopralluogo nell’area insieme ad altri magistrati. Già ascoltate una decina di persone appartenenti al gruppo che stazionava nella zona: le loro dichiarazioni sono al vaglio per ricostruire minuziosamente gli ultimi spostamenti della vittima.
Allo stato attuale non figurano iscrizioni nel registro degli indagati e la Procura procede senza escludere alcuna pista. Non è ancora chiaro, infatti, se la morte sia stata causata da un omicidio, un incidente o un suicidio e gli inquirenti attendono gli esiti degli esami scientifici prima di imprimere una direzione definitiva all’inchiesta.
Il caso ha travalicato i confini nazionali, richiamando l’attenzione del Foreign, Commonwealth and Development Office britannico. Un portavoce della diplomazia di Londra ha confermato l’attivazione dei canali di supporto verso i familiari del 34enne e il costante raccordo con gli investigatori italiani.
La vicenda accende i riflettori su una realtà di profondo degrado sociale già nota alle autorità locali. La comunità nomade, di cui Braithwaite ne faceva presumibilmente parte, vive in condizioni estreme in un casolare diroccato, privo di copertura e dei servizi essenziali, sostentandosi con la vendita amatoriale di piccoli manufatti nelle vicine comunità e usufruendo dei servizi di solidarietà alimentare nel comune di Canicattini Bagni.
Un contesto di grave isolamento e precarietà, in passato oggetto di esposti per irregolarità edilizie e di interventi di soccorso durante le emergenze meteo, che complica oggi la ricostruzione puntuale della tragedia. Adesso la priorità degli investigatori è separare gli elementi realmente significativi dalle circostanze casuali.
Il segno sul collo, gli oggetti trovati accanto al corpo, il particolare disegno sulla parete e le testimonianze raccolte rappresentano altrettanti tasselli di un’indagine ancora agli inizi. Saranno gli accertamenti autoptici e scientifici, insieme alla ricostruzione degli ultimi momenti di vita di Braithwaite, a stabilire quale sia la verità dietro quella morte.
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