Question time a vuoto

Siracusa. Compensi stellari ma assessori ‘latitanti’ e domande inevase: “democrazia mortificata”, la denuncia di Barbone (FI)

di Anthony Maria Bianca

“Cospicue indennità garantite, presenza negata”: la consigliera azzurra Alessandra Barbone punta il dito contro la Giunta Italia, accusata di aver disertato il confronto istituzionale e di non aver assicurato le risposte dovute al Consiglio comunale e ai cittadini. “Gli assessori percepiscono emolumenti importanti, ma quando l’aula chiede chiarimenti non c’è nessuno a fornire risposte. Chi ricopre un incarico pubblico deve garantire presenza, ascolto e trasparenza. Da mesi attendo chiarimenti anche sull’incarico professionale relativo al Peba”

La scena è quella di un Consiglio comunale convocato per esercitare una delle funzioni più elementari della democrazia rappresentativa: il confronto, il controllo, la possibilità per i consiglieri di ottenere risposte dall’amministrazione. Ma a Siracusa, secondo la denuncia della consigliera comunale di Forza Italia Alessandra Barbone, il question time si sarebbe trasformato nell’ennesimo atto di una rappresentazione istituzionale svuotata della sua funzione.

“Una vergognosa mortificazione della democrazia in questa città”, ha dichiarato Barbone, puntando il dito contro l’assenza degli assessori comunali durante la seduta. La mancata presenza che, secondo la consigliera di opposizione, avrebbe impedito ai rappresentanti eletti dai cittadini di ricevere chiarimenti sugli argomenti sottoposti all’attenzione dell’aula.

Il nodo politico sollevato è duplice: da una parte il rispetto delle regole del Consiglio comunale, dall’altra il rapporto tra incarichi istituzionali, responsabilità e sostanziosi compensi. Barbone ha infatti richiamato il regolamento dell’assemblea cittadina, secondo cui gli assessori, quando richiesto dal presidente del Consiglio comunale o dai consiglieri, sono tenuti a fornire chiarimenti e informazioni sugli argomenti in discussione.

Sostanziosi emolumenti, zero responsabilità: i costi della collettività

Un richiamo che assume un peso particolare perché accompagnato dalla contestazione sugli emolumenti percepiti dagli amministratori. La consigliera ha evidenziato come assessori e presidente del Consiglio comunale percepiscano un’indennità mensile lorda indicata in 7.176 euro, sostenendo che a fronte di tali compensi debbano corrispondere anche una presenza e una disponibilità adeguate al ruolo ricoperto.

Nel mirino finisce anche la presidenza del Consiglio comunale. Barbone ricorda infatti che il presidente, secondo il regolamento, ha il compito di garantire il corretto svolgimento dei lavori d’aula, tutelare i diritti delle minoranze e assicurare il rispetto delle norme. Una funzione di garanzia che, secondo la consigliera, in questa circostanza non avrebbe prodotto il risultato atteso: quello di avallare il confronto tra amministrazione e consiglio.

“Stamattina nessuno era presente a rispondermi”, ha denunciato Barbone, sottolineando come la seduta fosse stata regolarmente convocata e comportasse comunque costi per la collettività. Un tema, quello dei costi della macchina amministrativa, che torna ciclicamente al centro del dibattito politico e che in questo caso viene utilizzato dall’opposizione come leva per contestare quella che viene definita una distanza tra istituzioni e cittadini.

Interrogazione su Peba: “Attendiamo risposte da mesi”

Ma la protesta non si ferma all’episodio della seduta consiliare. La consigliera ha infatti riacceso i riflettori su una vicenda sulla quale afferma di attendere risposte da mesi: un’interrogazione relativa a un incarico professionale collegato al PEBA, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Secondo Barbone, sulla procedura sarebbero emersi “dubbi sulla legittimità”, circostanza che rende ancora più urgente, a suo giudizio, una risposta da parte dell’amministrazione. Un’accusa che apre un ulteriore fronte politico: quello della trasparenza degli atti amministrativi e della tempestività con cui la giunta replica alle richieste di chiarimento provenienti dall’aula.

La vicenda si inserisce in un clima di crescente tensione tra maggioranza e opposizione a Palazzo Vermexio. Il tema non è soltanto l’assenza di alcuni rappresentanti della giunta, ma il significato stesso del confronto istituzionale: un Consiglio comunale convocato senza interlocutori dell’esecutivo rischia di diventare, secondo la denuncia dell’opposizione, un rituale privo di sostanza.

Ora la palla passa all’amministrazione Italia, chiamata a chiarire le ragioni delle assenze e a rispondere alle contestazioni sollevate. Perché, al di là dello scontro politico, resta una domanda centrale: quale efficacia può avere il controllo democratico se le domande restano senza risposta?

di Anthony Maria Bianca 03 Agosto 2026 | 14:44
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