Siracusa. Colate di cemento all’Arenella, imperversa lo scempio in spiaggia: 4 indagati dalla Procura

di Redazione

Ombre sulle autorizzazioni e denunce ignorate, mentre il mare soffoca: la battigia trasformata in un presunto cantiere abusivo. Tra il fallimento dei controlli e la complicità di chi doveva vigilare, tuona l’attivista Nanì La Terra: “Sindaco e Comandante dei Vigili Urbani convocati dagli organi inquirenti. Cittadini in rivolta, pronta mobilitazione”

La vicenda della cementificazione della battigia all’Arenella ha acceso l’indignazione di cittadini e ambientalisti. La Procura ha infatti iscritto nel registro degli indagati quattro persone fisiche, mentre le istituzioni locali restano sotto attenzione della magistratura.

“Per ora soltanto quattro persone”, tuona l’attivista ambientale Giorgio Nanì La Terra, informato da fonti giudiziarie attendibili. “Da parte mia non ci saranno sconti per nessuno e chi ha sbagliato pagherà”, aggiunge, riferendosi esplicitamente a chi ha rilasciato autorizzazioni e pareri che eventualmente non avrebbero potuto dare, e sottolineando che anche istituzioni e organi di controllo sono coinvolti. Secondo Nanì La Terra, anche il Sindaco e il Comandante dei Vigili Urbani sono stati convocati, sebbene non come indagati.

Ieri, durante la colata di cemento sulla battigia, l’attivista racconta di aver contattato senza esito i Vigili Urbani, che avevano promesso una pattuglia mai arrivata. Successivamente ha chiamato la Capitaneria di Porto, ma dopo una serie di rimbalzi telefonici la linea si è interrotta. Solo recandosi personalmente alla Capitaneria ha potuto sporgere denuncia, un’ora dopo, senza che alcuna pattuglia intervenisse, permettendo così che la cementificazione venisse completata.

“Adesso basta”, commenta Nanì La Terra, che chiama i cittadini “all’indignazione generale” e annuncia la pubblicazione della vicenda sui social. Inoltre, è già programmata una manifestazione per venerdì 13 al cantiere dell’Arenella, che secondo quanto verbalizzato dalla Guardia di Finanza si trova proprio in battigia.

Le immagini scattate sul posto mostrano uno scenario inquietante: il litorale, sottoposto a vincolo paesaggistico massimo, appare trattato come un normale cantiere. L’arenile è stato trasformato in magazzino di scarti edili, con prelievo di sabbia e presenza di ferri arrugginiti tra sabbia e fondali. La linea di costa e la morfologia marina risultano alterate da enormi sacchi che ostacolano il moto ondoso.

“Un ringraziamento va alla Guardia di Finanza, ai Carabinieri del Nucleo Tutela Paesaggistica di Siracusa, all’onorevole Gilistro per la convocazione in commissione ambiente all’Ars del giorno 13 e all’onorevole La Vardera, presente oggi al Santuario della Madonnina delle Lacrime alle 18:00 per incontrare i volontari che hanno effettuato le ronde notturne, ai quali va la massima stima”, conclude l’attivista.

Il caso, destinato a far discutere nei prossimi giorni, mette sotto i riflettori la delicatezza della gestione del litorale siracusano e la necessità di un controllo più rigoroso delle opere in aree soggette a vincolo ambientale.

06 Marzo 2026 | 16:20
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