L’inchiesta Nexus riporta al centro del dibattito cittadino la gestione degli appalti pubblici e l’efficacia dei controlli amministrativi. Dopo il confronto in Consiglio comunale del 22 ottobre, il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente chiede l’istituzione di una commissione consiliare d’indagine per fare luce sulle procedure di affidamento adottate dal Comune tra il 2021 e il 2026.
Secondo il Comitato, nel corso della seduta il sindaco e l’assessore alla Legalità hanno illustrato le verifiche avviate dopo il 14 ottobre, senza tuttavia chiarire in maniera altrettanto puntuale quali controlli fossero stati eseguiti negli anni precedenti, quando erano già circolate informazioni sull’esistenza di indagini e su possibili anomalie negli affidamenti. Da qui la richiesta di conoscere gli atti adottati, le iniziative intraprese e gli eventuali risultati raggiunti.
La questione assume rilievo anche alla luce delle dimensioni economiche della spesa pubblica. L’appalto al centro dell’inchiesta ammonta a circa 1,6 milioni di euro, mentre il volume complessivo della spesa comunale nell’ultimo quinquennio è stato quantificato dall’assessore in circa un miliardo di euro. Per il Comitato, occorre quindi accertare se gli elementi emersi riguardino un singolo episodio oppure possano evidenziare criticità più ampie nelle procedure di affidamento e nei meccanismi di controllo.
La proposta è quella di affiancare alle verifiche interne un’indagine autonoma del Consiglio comunale, basata sull’esame diretto della documentazione e su criteri trasparenti. Tra le ipotesi indicate figura anche il ricorso a un audit esterno, in grado di contribuire all’analisi delle procedure e dei relativi indicatori di rischio. Il Comitato, attraverso il portavoce Davide Biondini, si rivolge a tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione, chiedendo di promuovere l’istituzione della commissione ai sensi dell’articolo 18 dello Statuto comunale.
L’attività di approfondimento dovrebbe riguardare gli affidamenti sotto soglia, gli incarichi professionali, l’applicazione del principio di rotazione, le varianti in corso d’opera e l’eventuale concentrazione degli incarichi nello stesso periodo. Un’attenzione particolare sarebbe riservata alla verifica dei controlli previsti dalle procedure, alla loro effettiva esecuzione e agli esiti prodotti. Tra gli strumenti suggeriti figurano gli indicatori di rischio elaborati dall’ANAC e le tecniche di analisi massiva dei dati, con il progetto dell’ostello di Cassibile individuato come primo caso da esaminare.
Il sindaco ha annunciato un nuovo passaggio in Consiglio comunale per riferire sugli esiti delle verifiche avviate. Per il Comitato, la commissione consentirebbe all’assemblea cittadina di acquisire e valutare autonomamente la documentazione, confrontando le dichiarazioni rese con gli atti e i riscontri disponibili.
Nel documento, il Comitato precisa che l’accertamento delle responsabilità penali compete esclusivamente alla magistratura e che deve essere garantita a tutti la presunzione di innocenza. Al tempo stesso, sostiene che il Consiglio comunale abbia il compito di verificare il funzionamento dell’apparato amministrativo, l’effettività dei controlli e gli eventuali profili di responsabilità politico-amministrativa. L’obiettivo dichiarato è ottenere risposte documentate e verificabili sulla gestione della spesa pubblica e sull’attività di vigilanza svolta nell’interesse della comunità siracusana.
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