Comune negligente

Siracusa. Bomba ecologica, rifiuti tossici sotto il campo da calcio e amianto vicino l’asilo: scoppia il caso alla Regione

di Anthony Maria Bianca

L’ombra dei veleni denunciata alla Procura dai residenti della Mazzarona, dubbi pesanti su bonifica e sicurezza sanitaria a due passi da strutture frequentate da bambini. Il deputato regionale di ControCorrente, Ismaele La Vardera, denuncia tutto con un’interrogazione all’Ars: “Possibile rischio tossico, serve chiarezza immediata"

Un’interrogazione urgente è stata presentata alla Regione Siciliana per chiedere chiarimenti e interventi immediati su una possibile situazione di rischio ambientale nel quartiere Mazzarona, a Siracusa, in particolare nell’area di via Luigi Cassia, nei pressi dell’asilo nido “Qui Quo Qua”.

L’iniziativa porta la firma di ControCorrente Siracusa, attraverso l’onorevole Ismaele La Vardera, candidato alla Presidenza della Regione Siciliana, e indirizzata al Presidente della Regione e all’Assessore regionale ai servizi di pubblica utilità.

L’esposto dei residenti e le segnalazioni

Secondo quanto riportato nell’interrogazione, la vicenda prende le mosse da un esposto presentato il 1° agosto 2025 da numerosi residenti della contrada Mazzarona. Nel documento si segnala la presenza, nell’area indicata, di una discarica a cielo aperto formata nel tempo da materiali di risulta, rifiuti contenenti amianto e residui di precedenti roghi.

I cittadini avrebbero inoltre evidenziato criticità legate a successive operazioni di bonifica effettuate dal Comune, rimaste incomplete, che avrebbero lasciato sul posto “big bag” contenenti materiali non meglio specificati. Nel mirino anche l’utilizzo di mezzi meccanici, che secondo le segnalazioni non avrebbero garantito un’adeguata selezione dei rifiuti né condizioni complete di sicurezza dell’area.

L’esposto, secondo quanto riferito, sarebbe stato trasmesso anche alla Procura della Repubblica di Siracusa, alla Prefettura, al Comune, all’ARPA, alla Polizia Municipale e agli uffici competenti.

Il campo di calcetto e i dubbi sul sottosuolo

Un ulteriore elemento sollevato riguarda la realizzazione, avvenuta il 28 dicembre 2024, di un campo di calcetto nell’area. L’intervento sarebbe consistito nella posa di erba sintetica su una struttura già esistente, senza evidenze – si legge nell’atto parlamentare – di specifiche attività di monitoraggio ambientale o di analisi preventiva del sottosuolo.

Proprio questo punto alimenta le richieste di approfondimento: la preoccupazione è che possano essere presenti materiali inquinanti interrati, in analogia con altri casi già emersi nel territorio siracusano.

I precedenti nel territorio e i richiami tecnici

Nell’interrogazione vengono infatti richiamate alcune vicende già note alla cronaca locale, come il campo sportivo “Fontana” di Augusta, chiuso dal 2005 per la presenza di cenere di pirite e riaperto solo nel 2026 dopo un lungo intervento di bonifica tramite tecnica di “capping”.

Viene citato anche il caso del campo “ex Feudo” di Priolo Gargallo, attualmente chiuso e interessato da interventi di bonifica finanziati. Secondo documentazione ARPA richiamata nell’atto, la pratica di interrare scarti industriali sotto strutture sportive sarebbe stata in passato diffusa in alcune aree della provincia.

Le richieste alla Regione

Alla luce di questi elementi, l’interrogazione rivolta alla Regione chiede innanzitutto di fare chiarezza sugli interventi eventualmente già messi in campo dopo la presentazione dell’esposto da parte dei residenti. Viene inoltre sollecitata la conferma circa il possibile svolgimento di verifiche ambientali sull’area interessata e se siano stati programmati o avviati monitoraggi, carotaggi e analisi approfondite del suolo e del sottosuolo.

Nel documento si domanda anche se non sia necessario procedere con indagini più approfondite, sulla scorta di quanto già fatto in altri siti della provincia caratterizzati da criticità analoghe. Un ulteriore punto riguarda la gestione del materiale rimosso, per il quale si chiede se sia stata rispettata la normativa vigente in materia di rifiuti pericolosi, con particolare attenzione all’eventuale presenza di amianto.

L’interrogazione solleva poi il tema delle misure urgenti di tutela sanitaria da adottare a protezione dei residenti e, in particolare, dei minori che frequentano l’area. Viene infine chiesto se sia possibile attivare un piano straordinario di monitoraggio delle zone urbane potenzialmente a rischio nella provincia di Siracusa e quali siano, in concreto, i tempi previsti per un’eventuale messa in sicurezza definitiva del sito, qualora venissero confermate criticità ambientali.

Fare piena luce: verifiche puntuali e trasparenti

Al di là degli aspetti tecnici e amministrativi, la vicenda riporta al centro il tema della sicurezza ambientale nelle aree urbane e della fiducia dei cittadini nei processi di bonifica e gestione del territorio.

La richiesta avanzata alla Regione è ora quella di fare piena chiarezza, con verifiche puntuali e trasparenti, per accertare l’eventuale presenza di criticità e garantire condizioni di sicurezza adeguate in un’area sensibile, anche per la presenza di strutture frequentate da bambini.

di Anthony Maria Bianca 20 Aprile 2026 | 18:58
© RIPRODUZIONE RISERVATA