Una biblioteca che custodisce un patrimonio culturale di inestimabile valore, ma che continua a fare i conti con disservizi, ritardi e criticità che rischiano di comprometterne il ruolo.
È il quadro emerso dal sopralluogo effettuato dal capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio comunale, Paolo Cavallaro, che riporta al centro del dibattito politico cittadino il futuro della Biblioteca Centrale di Siracusa, denunciando una situazione che, secondo il consigliere, non può più essere affrontata con interventi tampone o promesse rinviate.
Carenze strutturali e accessibilità compromessa
Nel mirino finiscono innanzitutto le carenze strutturali della sede, che convivono con l’impegno quotidiano del personale e con il valore di un patrimonio librario che continua a rappresentare uno dei principali punti di riferimento culturali della provincia. Una contraddizione che, nelle parole di Cavallaro, fotografa il paradosso di una città che ambisce a rafforzare la propria vocazione culturale ma che, al tempo stesso, lascia uno dei suoi luoghi simbolo in condizioni che ne limitano fortemente le potenzialità.
Tra le questioni più urgenti viene indicato il ripristino dell’ascensore, fermo ormai da tempo. Per il consigliere non si tratta di un semplice intervento di manutenzione, ma di una condizione imprescindibile per garantire il diritto all’accessibilità. La mancanza dell’impianto, infatti, non pesa soltanto sull’organizzazione del lavoro interno, ma incide direttamente sulla possibilità per le persone con disabilità e con difficoltà motorie di usufruire pienamente dei servizi offerti dalla biblioteca.
Una criticità che avrebbe prodotto effetti anche sul fronte educativo. Secondo quanto riferito da Cavallaro, diversi istituti scolastici avrebbero progressivamente ridotto o sospeso le visite didattiche proprio per l’impossibilità di assicurare la partecipazione degli studenti con disabilità. Una conseguenza che finisce per trasformare un problema tecnico in una questione di inclusione e diritto allo studio, sottraendo a molti giovani un’importante occasione di formazione culturale.
Luoghi chiusi, sanificazione in stand-by e wifi assente
Non meno significativa appare l’assenza di una rete Wi-Fi all’interno della struttura. In un’epoca in cui biblioteche e centri di documentazione rappresentano sempre più luoghi di ricerca digitale, studio e consultazione integrata, la mancanza di una connessione internet viene indicata come una lacuna difficilmente giustificabile. Studenti universitari, ricercatori e semplici utenti si trovano così privati di uno strumento ormai essenziale, mentre la biblioteca rischia di restare ancorata a un modello organizzativo lontano dagli standard richiesti oggi a qualsiasi servizio culturale moderno.
Dal sopralluogo emerge inoltre un’altra questione che alimenta interrogativi sulla gestione degli spazi. Il piano terra continua infatti a rimanere chiuso in attesa degli interventi di sanificazione necessari per rendere nuovamente accessibile una parte del patrimonio librario storico custodito nei locali.
Parallelamente, il quarto e il quinto piano risultano sottoutilizzati, nonostante possano essere recuperati e destinati a sale studio, conferenze, presentazioni di libri, incontri con gli autori e iniziative culturali aperte alla cittadinanza. Spazi che potrebbero trasformarsi in un motore di aggregazione culturale e che invece, secondo il consigliere, restano sostanzialmente inutilizzati.
Convocata Commissione Cultura in Biblioteca
Per verificare direttamente la situazione, Cavallaro ha annunciato la richiesta di convocare una seduta della Commissione consiliare Cultura proprio all’interno della Biblioteca Centrale. L’obiettivo è consentire ai componenti dell’organismo di confrontarsi con il personale, constatare le condizioni della struttura e individuare le priorità sulle quali intervenire.
Ma il tema va oltre la manutenzione dell’immobile e assume anche una dimensione politica. Il capogruppo di Fratelli d’Italia lancia infatti un appello a insegnanti, studiosi, scrittori, associazioni e cittadini affinché il rilancio della Biblioteca Centrale diventi una battaglia condivisa e non confinata allo scontro tra maggioranza e opposizione. Un patrimonio collettivo, sostiene, che merita di essere difeso indipendentemente dalle appartenenze politiche.
Nello stesso intervento, Cavallaro prende posizione anche sull’ipotesi di una possibile alienazione dell’edificio, esprimendo una netta contrarietà alla cessione della sede storica senza che venga preventivamente realizzata una nuova biblioteca centrale capace di garantire servizi equivalenti e di conservare unitariamente il patrimonio librario. La dispersione delle collezioni e delle attività culturali in sedi differenti, avverte, rischierebbe di indebolire uno dei principali presìdi culturali della città.
Dubbi su Siracusa Capitale della Cultura 2033
Il ragionamento si allarga infine alla prospettiva della candidatura di Siracusa a Capitale italiana della Cultura 2033. Per il consigliere, il successo di un progetto di tale portata non potrà fondarsi esclusivamente sul prestigio del patrimonio archeologico e monumentale, ma dovrà misurarsi anche sulla capacità delle istituzioni di garantire efficienza e qualità ai luoghi della cultura che già esistono.
La vicenda della Biblioteca Centrale finisce così per assumere un valore che supera il caso specifico. Da una parte c’è una struttura riconosciuta come presidio fondamentale della vita culturale cittadina; dall’altra permane una lunga lista di criticità – dall’accessibilità alla digitalizzazione, dagli spazi inutilizzati alla chiusura di interi settori – che continuano ad attendere risposte concrete.
E mentre la politica riaccende i riflettori sul caso, resta aperto l’interrogativo più importante: quanto una città che punta a diventare capitale della cultura sia realmente disposta a investire nei propri luoghi simbolo, prima ancora che nelle grandi dichiarazioni d’intenti.
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