L’AVO Siracusa (Associazione Volontari Ospedalieri) inaugura una nuova stagione di impegno e solidarietà con l’avvio del 40° corso di formazione per volontari ospedalieri. Un traguardo significativo che racconta quarant’anni di presenza accanto ai malati e alle loro famiglie, portando nelle corsie degli ospedali ascolto, conforto e vicinanza umana.
Il corso, inaugurato ieri, si rivolge a tutti i cittadini a partire dai 16 anni che desiderano avvicinarsi al volontariato ospedaliero con la necessaria preparazione e la consapevolezza di un ruolo delicato, fondato sulla sensibilità, sul rispetto e sulla capacità di ascoltare chi attraversa momenti di fragilità.
Alla giornata inaugurale ha partecipato la presidente regionale di AVO Sicilia, Cetty Moscatt, che ha ripercorso la storia dell’associazione, illustrandone i valori, la missione e i principi etici e deontologici che guidano l’attività dei volontari.
«Il volontariato ospedaliero non è solo un gesto di generosità: è una scelta etica, fondata su rispetto, ascolto e discrezione», ha sottolineato Moscatt, evidenziando l’importanza della formazione come presupposto indispensabile per svolgere il servizio in ambito sanitario.

‘Cuori in Corsia’, i giovani entrano nel mondo del volontariato
La novità più significativa di questa edizione è la partecipazione di numerosi studenti provenienti da tre istituti superiori di Siracusa: il Liceo scientifico “Orso Mario Corbino”, il Liceo “Quintiliano” e l’Istituto alberghiero “Federico di Svevia”.
Gli studenti saranno coinvolti nel progetto “Cuori in Corsia”, un percorso pensato per avvicinare le nuove generazioni alla realtà del volontariato ospedaliero e alla relazione d’aiuto. Un’esperienza che punta a sviluppare empatia, sensibilità e senso civico, offrendo ai ragazzi un’importante occasione di crescita personale e civile.
«La presenza dei giovani è per noi motivo di grande speranza», sottolineano dall’associazione. Attraverso il progetto, gli studenti potranno conoscere da vicino il valore del volontariato in corsia e comprendere quanto possano essere importanti, per una persona ricoverata e per i suoi familiari, anche una parola di conforto, un ascolto attento o una presenza discreta.
L’iniziativa conferma l’impegno dell’AVO Siracusa nel promuovere il dialogo tra scuola, associazionismo e sanità, nella convinzione che la cultura della solidarietà debba essere coltivata fin dall’adolescenza.

Formazione, etica e relazione d’aiuto
Il programma prevede una serie di incontri condotti da medici, psicologi, infermieri e formatori esperti. Tra gli argomenti affrontati figurano il ruolo del volontario AVO, la storia e i valori dell’associazione, l’etica e la deontologia in ambito sanitario, la comunicazione empatica e la relazione d’aiuto.
Spazio anche alla conoscenza dell’ambiente ospedaliero e dei reparti, all’accoglienza dei pazienti, al sostegno dei familiari e alle norme di igiene e sicurezza necessarie per operare nelle strutture sanitarie.
Al termine del percorso, che si concluderà con un colloquio finale, ai partecipanti sarà rilasciato un attestato di idoneità al servizio.
«Questo quarantesimo corso rappresenta per noi un motivo di grande orgoglio e, al tempo stesso, un rinnovato impegno», dichiara la presidente dell’AVO Siracusa, Immacolata Messana. «Da quarant’anni i nostri volontari portano conforto, ascolto e presenza umana nelle corsie degli ospedali siracusani. Formare nuovi volontari, e oggi anche i più giovani grazie a “Cuori in Corsia”, significa dare continuità a questa missione e rispondere a un bisogno di umanità che non conosce crisi».
Messana ha rivolto un ringraziamento particolare alla presidente regionale Cetty Moscatt per la partecipazione all’inaugurazione e per aver trasmesso ai corsisti, con passione e competenza, i valori più autentici dell’associazione.
L’AVO Siracusa rinnova infine la propria gratitudine a tutti coloro che, nel corso di questi quarant’anni, hanno contribuito alla crescita dell’associazione: volontari, operatori sanitari, istituzioni, scuole e cittadini. Una storia di solidarietà che continua a guardare al futuro, con l’obiettivo di portare nelle corsie ospedaliere non soltanto assistenza volontaria, ma soprattutto attenzione alla persona e vicinanza umana.
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