Siracusa. Auto private si accelera, Catania domina: ‘vola’ il capoluogo aretuseo, è boom nell’Isola

di Redazione

Secondo lo studio della Cgia di Mestre, in Sicilia cresce il numero di vetture circolanti e Siracusa si conferma tra le province con il più alto tasso di motorizzazione. Ma è Catania a salire sul podio nazionale: intanto le officine chiudono e il parco mezzi invecchia

La fotografia che emerge dagli ultimi studi sulla mobilità restituisce un’immagine chiara: la Sicilia viaggia sempre più su quattro ruote. E Siracusa, con 732 automobili ogni mille residenti, si colloca stabilmente nella parte alta della classifica nazionale, affiancando da vicino Messina ed Enna e confermandosi tra le province italiane con la maggiore densità di veicoli privati.

Il dato, elaborato dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, racconta di un’Italia che resta il Paese europeo con il più alto tasso di motorizzazione: 701 auto ogni mille abitanti. Un primato che non accenna a ridimensionarsi e che, anzi, trova in Sicilia uno dei suoi territori simbolo.

Se Siracusa corre, Catania vola. La provincia etnea raggiunge quota 811 vetture ogni mille abitanti, un risultato che la proietta ai vertici assoluti in Italia, superata soltanto da Firenze (877) e Isernia (850). Un dato che traduce in numeri una realtà quotidiana ben visibile sulle strade: traffico intenso, parcheggi saturi e una mobilità pubblica che fatica a ridurre il ricorso al mezzo privato.

Il confronto con le province del Nord evidenzia uno squilibrio netto. A Trieste le auto sono 579 ogni mille residenti, a Milano 571, a Genova appena 511. Numeri che testimoniano modelli urbani differenti, dove il trasporto pubblico e le alternative alla vettura privata risultano più diffuse.

Curioso il caso di Palermo: pur essendo la città italiana dove gli automobilisti trascorrono più ore in coda, 98 all’anno secondo i rilievi TomTom, con Catania terza, la provincia si ferma a 666 auto ogni mille abitanti, al di sotto della media nazionale.

La mappa siciliana delle quattro ruote. Dopo Catania, la provincia siciliana più “motorizzata” è Agrigento, quindicesima in Italia con 753 auto ogni mille abitanti. Seguono Trapani (740), Ragusa (733) e, appunto, Siracusa (732), praticamente appaiata a Messina ed Enna (731). Poco sopra la media nazionale Caltanissetta con 702.

Nel complesso, nell’Isola il parco circolante è cresciuto in modo significativo: si è passati dai 3 milioni e 146 mila veicoli del 2014 ai 3 milioni e 508 mila del 2025, con un incremento dell’11,5%. Un aumento in linea con quello nazionale, dove le auto hanno superato i 41 milioni e 300 mila, con oltre 4 milioni di vetture in più rispetto a dieci anni fa.

Auto sempre più vecchie. Accanto alla crescita numerica, emerge un altro elemento critico: l’età dei veicoli. L’Italia detiene anche il primato negativo delle auto più anziane tra i grandi Paesi dell’Unione Europea. Quasi una vettura su quattro – il 24,3% – ha più di vent’anni. Solo la Spagna fa peggio, con il 25,6%. Molto distante la Francia (12,5%) e ancora di più la Germania (10%).

Un parco auto vasto e datato richiederebbe manutenzione costante. Eppure il settore dell’autoriparazione sta vivendo una fase di contrazione strutturale.

Officine in calo, settore in trasformazione. In Italia le officine sono scese dalle 83.700 del 2014 alle poco più di 75.200 del 2024, con una flessione del 10,1%. In Sicilia la riduzione è ancora più marcata in termini percentuali: da 7.765 a 6.873 attività (-11,5%).A Catania il numero di autoriparatori è passato da 1.708 a 1.538 in dieci anni (-10%).

Siracusa ha registrato una contrazione più significativa: da 604 officine nel 2014 a 515 nel 2024, pari a un calo del 14,7%. Ancora più pesante il bilancio di Enna, dove ha chiuso quasi un’attività su cinque (-19,2%), uno dei peggiori risultati a livello nazionale. Seguono Trapani (-17,9%), Messina (-13,3%), Caltanissetta (-12,5%), Ragusa (-11,5%) e Agrigento (-10,9%). Palermo è la provincia con la flessione più contenuta (-5%).

Secondo la Cgia, non si tratta di una crisi temporanea ma di una trasformazione profonda del comparto. I costi di gestione delle officine sono aumentati, mentre le auto moderne richiedono competenze elettroniche e informatiche sempre più avanzate. La tradizionale esperienza meccanica non basta più. A pesare è anche l’assenza di ricambio generazionale: i giovani mostrano scarso interesse verso i mestieri artigianali, lasciando molte attività senza continuità.

Il risultato è un paradosso evidente: sempre più automobili sulle strade siciliane, Siracusa inclusa, e sempre meno officine pronte a prendersene cura. Una dinamica che racconta non solo l’evoluzione della mobilità, ma anche quella – complessa – del tessuto economico locale.

02 Marzo 2026 | 10:09
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