Continua il confronto politico sulla gestione del servizio idrico nella provincia di Siracusa. A intervenire nuovamente è il deputato nazionale di Fratelli d’Italia, Luca Cannata, che replica alle recenti dichiarazioni del presidente dell’ATI e sindaco di Siracusa, Francesco Italia, rilanciando le proprie critiche sul modello di governance adottato negli ultimi anni.
Secondo Cannata, le spiegazioni fornite dal presidente dell’ATI finirebbero per confermare proprio le problematiche che l’opposizione denuncia da tempo: «Prendo atto delle dichiarazioni del presidente dell’ATI Francesco Italia. Più rispondono e più confermano ciò che stiamo denunciando – afferma il parlamentare – Italia ci dice che il problema sarebbe stata la frammentazione del sistema, la carenza progettuale, la documentazione incompleta e l’assenza dei requisiti necessari. Ma era esattamente per superare questi problemi che è stato imposto il nuovo modello di gestione dell’acqua».
Per Cannata, il nodo centrale resta l’efficacia del sistema costruito negli anni. Se l’obiettivo della nuova organizzazione era proprio quello di rafforzare la capacità progettuale e amministrativa degli enti locali, il risultato ottenuto solleva interrogativi che, a suo giudizio, non hanno ancora trovato risposte convincenti.
«Se dopo anni il risultato è che il territorio non possedeva i requisiti per partecipare a un bando nazionale da un miliardo di euro e che soltanto due Comuni su ventuno sono stati finanziati sul FESR, allora la domanda resta la stessa: cosa non ha funzionato? Anzi, la replica di Italia rende la questione ancora più seria».
Il deputato evidenzia inoltre una presunta contraddizione nelle argomentazioni della governance del sistema idrico provinciale. Da una parte, osserva, vengono rivendicate attività di coordinamento e supporto; dall’altra si riconoscono carenze e criticità che avrebbero impedito di cogliere importanti opportunità di finanziamento.
«Oggi ci viene detto che l’ATI ha convocato riunioni, inviato comunicazioni, svolto attività di coordinamento, supporto tecnico e accompagnamento istituzionale. Se tutto questo è vero, allora è ancora più difficile comprendere come mai il risultato finale sia stato quello che oggi viene descritto dagli stessi protagonisti della gestione del servizio idrico», sostiene Cannata.
Secondo il parlamentare di Fratelli d’Italia, le due rappresentazioni non sarebbero conciliabili. «Più spiegano e più emerge una contraddizione evidente. Da una parte ci raccontano che il sistema ha funzionato. Dall’altra ci spiegano che mancavano i requisiti, che vi erano carenze progettuali, documentazioni incomplete e criticità diffuse. Le due cose non possono stare insieme».
Nel mirino finiscono, oltre l’ATI, anche Aretusacque e il Consiglio di Sorveglianza, accusati di concentrarsi maggiormente sulla difesa del modello gestionale piuttosto che sull’analisi dei risultati conseguiti: «Colpisce il continuo tentativo di autoassolversi reciprocamente. ATI, Aretusacque e Consiglio di Sorveglianza sembrano impegnati più a difendere il modello che a spiegarne i risultati. È il riflesso perfetto di quel sistema di potere che abbiamo contestato sin dall’inizio. Tutti uniti quando c’è da occupare gli organismi di governance. Nessuno disposto ad assumersi la responsabilità dei risultati quando emergono i problemi».
Cannata si sofferma poi su quella che definisce un’ulteriore incoerenza nelle spiegazioni fornite dal presidente dell’ATI: «La replica di Italia contiene inoltre una contraddizione che merita di essere evidenziata. Se davvero il problema sarebbe riconducibile ai Comuni che non hanno presentato correttamente le istanze, che non hanno integrato la documentazione o che non erano adeguatamente preparati, allora il ragionamento dovrebbe valere anche per il Comune di Siracusa».
Da qui l’interrogativo politico posto dal deputato: «Perché tra i Comuni che non risultano finanziati c’è anche il capoluogo di provincia amministrato dallo stesso Francesco Italia. Dobbiamo quindi dedurre che il Comune di Siracusa non aveva bisogno di investimenti nel settore idrico? Oppure che non è stato in grado di ottenere i finanziamenti disponibili?».
Per Cannata non sarebbe possibile imputare colpe esclusivamente agli altri enti locali senza aprire una riflessione sul mancato accesso ai finanziamenti anche da parte del Comune guidato dallo stesso presidente dell’ATI: «Non si possono attribuire responsabilità agli altri Comuni e contemporaneamente evitare qualsiasi riflessione sul fatto che nemmeno l’ente capoluogo, guidato dallo stesso presidente dell’ATI, abbia ottenuto risultati significativi su questi finanziamenti. Anche questo è un tema sul quale i cittadini meritano una risposta chiara».
L’esponente di Fratelli d’Italia insiste sul fatto che i dati disponibili rappresenterebbero il vero elemento di valutazione dell’operato del sistema: «Le giustificazioni possono cambiare. I risultati restano – afferma – E i risultati raccontano che gran parte della provincia, da Siracusa a Portopalo di Capo Passero, è rimasta fuori da importanti opportunità di finanziamento. Raccontano che il territorio non possedeva i requisiti necessari per partecipare a un bando nazionale da un miliardo di euro. Raccontano che il modello che avrebbe dovuto garantire maggiore efficienza, maggiore capacità progettuale e maggiore capacità di attrarre risorse oggi utilizza proprio quei problemi come giustificazione».
Da qui la richiesta di chiarimenti e di assunzione di responsabilità da parte di chi ha guidato il sistema idrico provinciale negli ultimi anni: «A questo punto non servono altre autodifese, altre repliche o altri scaricabarile. Servono risposte. Perché quando per anni si concentra il potere decisionale nelle mani di pochi, non ci si può presentare davanti ai cittadini dicendo che la colpa è sempre di qualcun altro. Chi ha governato il sistema idrico provinciale deve assumersi fino in fondo la responsabilità dei risultati ottenuti».
Il deputato Cannata conclude ribadendo la volontà di proseguire l’azione politica e di controllo sull’intera vicenda: «Per il resto parleranno gli atti. I cittadini meritano verità e trasparenza, non continui scaricabarile da parte di chi ha governato questo sistema. I cittadini meritano di conoscere le responsabilità che Francesco Italia e il blocco politico che lo ha sostenuto hanno avuto in questi anni nella gestione del servizio idrico provinciale. Perché dietro i risultati ottenuti, dietro le occasioni mancate e dietro le scelte compiute ci sono responsabilità precise che non possono essere nascoste dietro comunicati e giustificazioni. Noi non ci fermeremo. Continueremo a fare il bene dei cittadini della provincia di Siracusa».
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