Corteo: 'Il Mare è di Tutti'

Siracusa. Abusi sulla costa, rivolta ‘infuocata’ e istituzioni assenti: diritto al mare negato, la lotta approda in Ars e al Vermexio

di Redazione

Cementificazione illegale, accessi negati e il colpevole silenzio delle autorità. Dalla battigia dello Sbarcadero alla spiaggia dell’Arenella, il grido dei cittadini non si ferma: la mobilitazione arriva fino ai rappresentanti politici, annunciate interrogazioni in Commissione Ambiente all’Ars e in consiglio comunale a Siracusa

Una partecipazione corale e vibrante ha caratterizzato la manifestazione “Il Mare è di Tutti”, svoltasi nelle scorse ore a Siracusa, che ha visto cittadini, comitati e rappresentanti istituzionali scendere in piazza per denunciare quella che viene definita una sistemica violazione del diritto al paesaggio e della libera fruizione del demanio marittimo.

L’iniziativa, promossa da Marco Gambuzza (PCI), ha preso avvio in Piazza Euripide, dove i manifestanti hanno esposto striscioni e cartelli, alcuni dei quali chiedevano l’intervento immediato della Procura della Repubblica. Dopo la partenza del corteo verso lo Sbarcadero, la tensione e l’indignazione hanno trovato voce in interventi durissimi da parte dei cittadini e delle associazioni locali.

Le assenze che fanno rumore

Tra le presenze mancanti, hanno fatto discutere soprattutto quelle delle istituzioni locali: secondo Giorgio Nanì La Terra, presidente di Love Arenella e membro del comitato Siracusa Rialzati, “Aspettiamo invano il Sindaco, sempre assente quando si tratta di difendere il nostro mare dalla cementificazione. Risulta assente anche la Capitaneria di Porto, che dovrebbe essere l’organo di controllo di massima pertinenza”.

Un’accusa che sottolinea la percezione diffusa di disinteresse e inadempienza delle autorità nei confronti della salvaguardia del patrimonio costiero.

Focus sulla cementificazione: Arenella e Sbarcadero sotto i riflettori

Al centro della protesta, la denuncia di interventi edilizi illegittimi su aree “indisponibili per legge” secondo il Codice della Navigazione. In particolare, sono stati messi sotto osservazione la battigia dello Sbarcadero, l’ex lido Polizia e i lavori in corso presso la spiaggia dell’Arenella.

Per Michele Mangiafico, intervenuto alla manifestazione: “il diritto al paesaggio e l’accesso al mare sono valori preminenti che le istituzioni locali e regionali devono difendere nell’interesse pubblico”. Una dichiarazione che riassume il cuore della mobilitazione: la difesa di un bene collettivo contro logiche speculative e la privatizzazione degli spazi costieri.

La risposta della politica

L’eco della manifestazione si è subito tradotta in impegni istituzionali: a livello regionale, il deputato Carlo Gilistro del M5S ha espresso profonda indignazione e ha annunciato la presentazione, martedì, di un’interrogazione sia in Commissione Ambiente sia al Parlamento Regionale Siciliano.

Sul piano locale, l’unico rappresentante del Consiglio Comunale presente all’evento, il consigliere Damiano De Simone di Forza Italia, ha annunciato un’interrogazione urgente al Vermexio in merito ai fatti dell’Arenella, confermando come la mobilitazione civica stia spingendo le istituzioni a prendere posizione.

Vigilanza e futuro della mobilitazione

I comitati cittadini hanno chiarito che la protesta non si esaurirà con la manifestazione: continueranno a vigilare sugli accessi sbarrati di via Iaceta e sulle spiagge cittadine, chiedendo il ripristino immediato della legalità e del libero transito per tutti i cittadini.

Una lotta che si configura non solo come difesa dell’ambiente, ma come rivendicazione di diritti costituzionali fondamentali: il mare, il paesaggio e gli spazi pubblici come patrimonio collettivo e inviolabile.

02 Marzo 2026 | 13:55
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