Randazzo. Carabinieri incontrano studenti su bullismo, cyberbullismo e rischi digitali

di Redazione

A scuola, consigli pratici e strategie per proteggersi online e promuovere responsabilità e rispetto reciproco

Nei giorni scorsi gli studenti delle classi terze dell’I.I.S.S. “Enrico Medi” che frequentano l’indirizzo di Ospitalità Alberghiera, hanno incontrato i militari della locale Compagnia Carabinieri nell’Aula Magna del loro Istituto, per parlare di bullismo, cyberbullismo e dei pericoli della rete.

La referente scolastica per la legalità, professoressa Maria Teresa Nocifora ha accolto i militari insieme ai propri studenti, portando i saluti della Dirigente Scolastica professoressa Maria Francesca Miano, e introducendo il sentito argomento, sottolineando l’importanza del rispetto reciproco, della consapevolezza delle potenzialità insite nelle nuove tecnologie, e di segnalare subito, agli adulti, situazioni di pericolo.

Il Comandante della Compagnia Capitano Luca D’Ambrosio, ha quindi messo a fuoco i rischi della rete per i piccoli internauti, con le possibili conseguenze, sul piano civile e penale, legate ad un uso inappropriato dello strumento informatico, ma ha anche evidenziato quali sono gli strumenti a loro tutela, soprattutto in un contesto, quello odierno, in continua evoluzione.

Oltre al bullismo e cyberbullismo infatti, non sempre sono noti altri fenomeni, come il revenge porn, cui anticamera è rappresentato dal sexting; o il furto d’identità on-line; o il grooming: l’adescamento on-line di uno sconosciuto; i deepfake: ossia l’uso dell’Intelligenza Artificiale su immagini, video, audio, per creare contenuti che sembrano veri ma non lo sono; le fake news, circolano sulle chat, e che in un attimo possono alimentare liti e scontri violenti tra studenti e genitori; i malware, i ransomware, che talvolta possono celarsi nello spam, la posta indesiderata; e le innumerevoli tipologie di truffa: dallo scam, al phishing allo spoofing.

In questo quadro sono state menzionate alcune delle norme più importanti, come la Legge 17 del 2017 e la più recente 70 del 2024 che, oltre a dare una definizione di bullismo e cyberbullismo, pongono degli obblighi di interventi in capo al personale scolastico, stabiliscono la possibilità per la vittima di cyberbullismo di segnalare l’abuso ai gestori delle piattaforme e, in caso di loro inerzia, di inviare una richiesta specifica al Garante della Privacy e della Protezione dei Dati Personali; fissano nel 20 gennaio la “Giornata del rispetto” e promuove l’istaurazione di un patto educativo e di corresponsabilità insegnanti – genitori.

Da un rapido censimento, tutti hanno ammesso di avere uno smartphone, di utilizzare diversi social, tra cui primeggiano Whatsapp e TikTok. L’incontro è terminato dando spazio agli interventi dei ragazzi. Tra loro, una studentessa ha condiviso una acuta riflessione sulla chiamata alla responsabilità sua e dei suoi coetanei, per rendere il luogo dove viviamo “un posto migliore”.

Per tutto l’incontro, i Carabinieri hanno evidenziato l’importanza della “chiamata all’azione”: non rimanere a guardare, ma agire. Hanno quindi esposto le strategie da attuare di fronte al cyberbullismo e agli altri rischi connessi nel mondo virtuale: chiedere l’aiuto ad un adulto fidato, che sia un genitore, un insegnante, uno psicologo, un carabiniere; aiutare la vittima a sottrarsi alla situazione e accoglierla nel proprio gruppo; stabilire coi propri genitori – o chi ne fa le veci, regole sull’uso dei dispositivi (orari, siti sicuri).

I Carabinieri, con le loro Stazioni, presidi capillarmente diffusi su tutto il territorio nazionale, sono sempre a disposizione del cittadino, pronti ad aiutare la comunità che gli è stata affidata.

24 Marzo 2026 | 12:37
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