La designazione di Annalisa Tardino come commissario straordinario dell’Autorità portuale della Sicilia Occidentale non è stata sospesa. La questione sarà esaminata dal Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia a partire dal 9 settembre prossimo.
È quanto stabilito da un decreto del TAR siciliano, che ha accolto la richiesta avanzata dalla Regione Siciliana per abbreviare i tempi processuali e presentare le proprie memorie difensive in vista dell’udienza collegiale. Il tribunale ha quindi programmato la trattazione della misura cautelare per la camera di consiglio prevista il 9 settembre 2025.
L’amministrazione regionale, su iniziativa del governatore Renato Schifani, ha impugnato il provvedimento con cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in data 18 agosto, ha formalizzato la nomina dell’ex europarlamentare leghista Annalisa Tardino.
La scelta ha sollevato reazioni anche sul fronte politico. E’ intervenuto il vicepresidente del Consiglio e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, che ha espresso critiche alla nomina. Tajani ha precisato che le perplessità non riguardano la figura di Tardino, in quanto scelta dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e quindi militante nel partito leghista, ma piuttosto per la mancanza di requisiti ritenuti fondamentali per ricoprire un incarico tanto strategico. A suo avviso, è fondamentale tenere in considerazione le motivazioni espresse dal presidente della Regione, Renato Schifani.
Tuona Paita (IV): “Porti strategici usati come merce di scambio”
Dall’opposizione è intervenuta sulla questione dei litigi interni alla maggioranza sulle nomine ai vertici delle Adsp la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva. “Sono i dati a parlare: i porti italiani sono tutti commissariati tranne Genova, Ancona e Catania. È stata azzerata una intera classe dirigente autorevole e capace per dare il via a una squallida operazione di mera lottizzazione, che è finita con uno scontro tra le forze della maggioranza, scontro che sta impedendo le nomine. Tra queste nomine ci sono persone di valore e persone del tutto prive dei requisiti previsti dalla legge”.
“In questo quadro il Ministero delle infrastrutture sembra non esistere. Ha annunciato riforme mai presentate e dichiarato ultimatum sulle nomine mai rispettati. Fanno annunci, poi puntualmente smentiti, come quello sull’inserimento della Pontremolese e altre opere fondamentali nelle spese militari. Ovviamente irrealizzabili, ma utili a qualche titolo sul giornale. E il paese resta fermo, con porti strategici usati come merce di scambio senza un minimo di visione con il rischio che non vengano neppure completati gli investimenti previsti dal Pnrr”, conclude Paita.
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