Prosegue senza sosta l’attività di contrasto alla detenzione illegale di fauna selvatica in Sicilia. Negli ultimi giorni, un’operazione mirata condotta dai Carabinieri Forestali del Centro Anticrimine Natura di Palermo – Nucleo CITES ha portato alla scoperta di diversi esemplari di avifauna protetta detenuti in violazione delle normative vigenti. L’intervento, sviluppato nei territori di Palermo e Belmonte Mezzagno con il supporto delle locali Stazioni dell’Arma, ha consentito di individuare due persone – un uomo di 63 anni residente nel capoluogo e un 38enne del comune alle porte della città – ritenute responsabili della detenzione illecita degli animali. Per entrambi è scattata la denuncia in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria.
Nel corso dei controlli, i militari hanno accertato la presenza complessiva di 23 uccelli appartenenti a specie protette, privi dei necessari sistemi di identificazione e della documentazione che ne attestasse la provenienza legittima. Nel dettaglio, si trattava di 21 cardellini (Carduelis carduelis) e 2 lucherini (Spinus spinus), detenuti in condizioni non conformi alle disposizioni di legge. Gli accertamenti successivi hanno confermato l’impossibilità, da parte dei detentori, di dimostrare l’origine lecita degli esemplari. Da qui il sequestro degli animali e la contestazione delle violazioni previste dalla normativa sulla tutela della fauna selvatica.
Le specie rinvenute rientrano tra quelle considerate patrimonio indisponibile dello Stato, secondo quanto stabilito dalla Legge n. 157 del 1992. Inoltre, sono tutelate da importanti strumenti normativi internazionali ed europei, tra cui la Convenzione di Berna e la Direttiva Uccelli 2009/147/CE, che mirano alla salvaguardia della biodiversità e degli habitat naturali. Dopo le verifiche veterinarie, che hanno accertato il buono stato di salute e la capacità di volo degli esemplari, gli uccelli sono stati rimessi in libertà in aree ritenute idonee, nel pieno rispetto delle procedure previste.
L’operazione si inserisce in un più ampio piano di controlli portato avanti dai Carabinieri Forestali per contrastare il fenomeno della detenzione illegale di specie protette, una pratica ancora diffusa che rappresenta una seria minaccia per l’equilibrio degli ecosistemi. I numeri confermano l’intensità dell’attività repressiva: nei primi tre mesi del 2026 sono già undici le persone denunciate e oltre 125 gli esemplari sequestrati e successivamente reintrodotti nel loro ambiente naturale. Un bilancio che evidenzia l’impegno costante delle forze dell’ordine nella difesa del patrimonio faunistico.