Palermo. L’Arma premia l’eccellenza: il riconoscimento per i Carabinieri che hanno risolto i casi La Duca e ‘furbetti del cartellino’

di Redazione

Tredici encomi consegnati dal Generale Magrini presso la Caserma “Carini” per due indagini che hanno segnato la cronaca giudiziaria siciliana: dal delitto di Termini Imerese all'assenteismo nella Pubblica Amministrazione

Non sono stati solo premi alla carriera, ma il sigillo su indagini che hanno richiesto mesi di pedinamenti, analisi tecniche e una profonda sensibilità umana. Nella storica cornice della Caserma “Giacinto Carini”, il cuore pulsante del Comando Provinciale di Palermo, l’Arma dei Carabinieri ha reso omaggio ai suoi uomini migliori. Tredici militari hanno ricevuto l’encomio solenne, un riconoscimento concesso dal Comandante della Legione “Sicilia”, il Generale di Divisione Ubaldo Del Monaco, e consegnato personalmente dal Comandante Provinciale, il Generale di Brigata Luciano Magrini.

La cerimonia, svoltasi in un clima di solenne emozione, ha voluto celebrare la dedizione silenziosa di chi opera quotidianamente lontano dai riflettori per garantire giustizia e legalità.

La fine del ‘falso ufficio’: l’indagine di Villafrati

Il primo blocco di encomi ha riguardato quattro carabinieri che, nel 2018, erano in forza alla Stazione di Villafrati. La loro attività ha permesso di scoperchiare un sistema di assenteismo diffuso nel comune di Cefalà Diana. Quello che era iniziato come un sospetto si è trasformato, grazie a lunghi appostamenti e riscontri tecnologici, in una prova schiacciante: 20 dipendenti pubblici abbandonavano sistematicamente il posto di lavoro, tradendo la fiducia delle istituzioni e dei cittadini. Le indagini hanno portato alla denuncia dei “furbetti” per truffa aggravata e false attestazioni, ristabilendo il decoro all’interno degli uffici comunali e riaffermando che la Pubblica Amministrazione non è una zona franca.

Il mistero di Carlo La Duca: giustizia per una scomparsa

Di natura ben più tragica è stata la seconda operazione premiata, che ha visto protagonisti nove militari del Reparto Territoriale di Termini Imerese. Al centro del caso, l’omicidio di Carlo Domenico La Duca, l’imprenditore agricolo scomparso nel nulla nel 2019. Per lungo tempo si è temuto che il caso potesse finire nel dimenticatoio dei ‘lupara bianca’ o delle sparizioni volontarie, ma la tenacia degli investigatori, coordinati dalla Procura di Termini Imerese, ha permesso di squarciare il velo di omertà e bugie. Attraverso un lavoro certosino di incrocio dati e analisi forensi, i militari sono riusciti a ricostruire un quadro agghiacciante: un delitto pianificato nei minimi dettagli dalla moglie della vittima e dal suo migliore amico. L’arresto dei due, accusati di omicidio e occultamento di cadavere, ha chiuso il cerchio su una vicenda che aveva scosso l’intera provincia.

Il valore dell’esempio

Durante la consegna dei diplomi, il Generale Magrini ha rivolto parole di profonda stima ai suoi uomini, sottolineando come queste operazioni non siano casi isolati, ma il frutto di un metodo di lavoro basato sullo spirito di sacrificio. «Questi riconoscimenti, ha dichiarato il Generale, sono la prova concreta dell’abnegazione con cui l’Arma presidia il territorio. Oltre alla tecnica investigativa, c’è un alto senso del dovere che guida ogni nostro militare nella protezione della comunità». L’evento si è concluso con il saluto ai premiati, simboli di un’istituzione che continua a rappresentare un baluardo imprescindibile di legalità nella complessa realtà siciliana.


28 Febbraio 2026 | 13:21
© RIPRODUZIONE RISERVATA