Pachino. A fuoco tre camion di un’azienda: la Procura indaga sull’ipotesi estorsiva

di Redazione

Fiamme nel deposito della Victory Service: danni per circa 150 mila euro. Gli investigatori analizzano i filmati delle telecamere di sorveglianza mentre prende corpo la pista dolosa legata al racket nell’edilizia

Un violento incendio ha squarciato la quiete notturna di Pachino, lasciando dietro di sé un pesante bilancio di danni e una forte preoccupazione tra cittadini e imprenditori. Tre camion appartenenti a un’azienda locale sono stati completamente distrutti dalle fiamme all’interno di un magazzino, in un episodio che gli investigatori stanno valutando con grande attenzione e che, secondo le prime ipotesi, potrebbe essere collegato a un gesto intimidatorio. L’episodio ha riguardato alcuni mezzi custoditi nel deposito della Victory Service, impresa attiva nel settore dell’edilizia e dei traslochi e riconducibile a un imprenditore pachinese. I veicoli appartenevano al marito di Lucia Marchese, consigliera comunale di Forza Italia nella cittadina della zona sud della provincia di Siracusa.

L’allarme è scattato nella tarda serata, quando dal deposito si sono levate alte colonne di fumo e le fiamme hanno rapidamente avvolto i mezzi parcheggiati all’interno della struttura. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Noto, che hanno lavorato a lungo per spegnere il rogo e mettere in sicurezza l’area, evitando che l’incendio potesse estendersi ad altri mezzi o agli edifici vicini. Parallelamente alle operazioni di spegnimento, sono arrivati anche i carabinieri, che hanno immediatamente avviato gli accertamenti per chiarire l’origine dell’incendio. I primi riscontri raccolti sul posto fanno propendere per una possibile matrice dolosa, anche se gli investigatori mantengono aperte tutte le piste fino a quando non emergeranno elementi più concreti.

Una delle ipotesi su cui si stanno concentrando le indagini riguarda il possibile collegamento con il fenomeno delle estorsioni nel mondo dell’edilizia. L’ombra del racket, infatti, è tornata a proiettarsi sul territorio pachinese, dove negli anni non sono mancati episodi di intimidazione ai danni di imprenditori locali. Per ricostruire con precisione quanto accaduto durante la notte, gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona del deposito e lungo le strade circostanti. I filmati potrebbero rivelarsi determinanti per individuare eventuali movimenti sospetti o la presenza di persone nei pressi del magazzino poco prima che scoppiasse l’incendio. Allo stesso tempo si stanno cercando eventuali tracce lasciate sul luogo del rogo che possano fornire ulteriori elementi utili alle indagini.

Il caso è seguila Procura to dalla Procura della Repubblica di Siracusa, che ha aperto un fascicolo per fare piena luce sull’accaduto e stabilire se dietro l’episodio si nasconda effettivamente un gesto intimidatorio legato a richieste estorsive. Secondo una prima valutazione effettuata dopo lo spegnimento dell’incendio, il danno economico subito dall’azienda sarebbe particolarmente ingente: la stima preliminare parla di circa 150 mila euro tra mezzi distrutti e attrezzature danneggiate.

Sull’episodio è intervenuto anche il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gennuso, che ha espresso solidarietà alla famiglia colpita e una netta condanna per quanto accaduto. «Un gesto grave e inaccettabile – ha dichiarato – che deve essere respinto con fermezza. La violenza e l’intimidazione non possono e non devono frenare chi lavora onestamente. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine affinché si possa fare piena luce sull’accaduto e individuare al più presto i responsabili». Intanto, nella comunità pachinese resta forte l’apprensione per un episodio che riaccende i riflettori sul tema della sicurezza e della tutela delle attività economiche del territorio.

09 Marzo 2026 | 12:16
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