Noto. Terremoto al Cumo, batosta ‘politica’ per Bonfanti: sfiduciato dai soci del Consorzio, è scontro nel centrodestra

di Redazione

A respingere la sua designazione in sella alla presidenza è stato un fronte compatto che coinvolge realtà istituzionali e private, tutte componenti il Cda dell'ente. L’ex sindaco potrebbe ricevere una 'nuova collocazione' ma nel frattempo minaccia di revocare i contributi all’università: Schifani chiamato a mediare tra governo regionale e territorio

Uno strappo, dal sapore politico, senza precedenti si è consumato al Cumo, Consorzio Universitario Mediterraneo Orientale con sede a Noto.

L’assemblea dei soci dell’ente ha infatti espresso un netto, clamoroso parere negativo nei confronti di Corrado Bonfanti, designato presidente del Cda nel settembre del 2025 dal governo regionale siciliano. L’atto compiuto dai componenti del ‘consiglio di amministrazione’, la maggior parte si è espressa a sfavore dell’ex sindaco, non è solo una scelta gestionale, ma assume i contorni di una vera e propria “sfiducia politica” nei confronti di un personaggio che non nasconde la sua volontà di ricandidarsi alla carica di primo cittadino.

Bonfanti, figura di spicco di Forza Italia in provincia, viene da una sonora bocciatura alle ultime elezioni regionali, quando, nonostante fosse appoggiato dall’ex ministro Stefania Prestigiacomo, si classificò al terzo posto, con un numero di preferenze ben lontane da quelle necessarie per farlo approdare all’Ars.

Aveva quindi pensato, nell’attesa di cimentarsi alle comunali di Noto del prossimo anno, di farsi nominare in un comodo posto di sottogoverno regionale, ottimo come possibile trampolino di lancio, ma non aveva certamente fatto i conti con una realtà praticamente unanime nel territorio che lo ha inesorabilmente bocciato.

A respingere la sua designazione è stato un fronte compatto, composto da realtà istituzionali e private che compongono il Cda del Cumo. Tra i soci che hanno espresso il proprio dissenso figurano infatti le amministrazioni comunali di Noto, Avola, Portopalo di Capo Passero e Rosolini (tutte peraltro di centro destra), oltre al Cenacolo Domenicano di Solarino e alla Diocesi di Noto (per delega al primo cittadino netino).

Cosa accadrà ora? Bonfanti si dice certo che il governo regionale terrà duro sulla sua designazione, ma le regole della politica dicono altro. Come potrà il presidente della Regione Schifani scendere in campo contro la volontà di praticamente tutta la parte sud-orientale della provincia di Siracusa, che fa parte dello stesso suo schieramento? Ma davvero Corrado Bonfanti, con la sua ambizione di tornare a fare il primo cittadino di Noto, può pensare che sul suo nome un governo regionale andrà allo scontro con Avola, Rosolini, Portopalo, la stessa città netina, la Diocesi e il Cenacolo Domenicano?

La rabbia di Bonfanti è così grande che lo porta addirittura ad affermare che “l’assessore regionale competente potrà valutare di togliere il contributo pubblico e revocare la convenzione con l’Università”. Una ipotesi fuori dal mondo, inattuabile, perchè non si può sacrificare un’istituzione che è utile a tanti studenti solo per soddisfare la voglia di rivincita di Bonfanti, che, in pratica, vorrebbe che non si giocasse più la partita perchè il pallone se lo porta a casa lui.

Il buon senso e la necessità di fare prevalere l’interesse pubblico porterà alla fine ad una sola soluzione: a Bonfanti troveranno un’altra “collocazione” di comodo, perchè è impensabile che tanti Comuni e prestigiose istituzioni come la Diocesi di Noto e il Cenacolo Domenicano cambino idea nel giro di poche settimane.

All’ex sindaco netino non resterà altro che sbollire la rabbia e riflettere su una bocciatura senza appello!

28 Febbraio 2026 | 11:21
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