“Nell’indagine che abbiamo aperto per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana, non abbiamo al momento indagati ma escludo che il fascicolo rimarrà a carico di ignoti”. Lo ha detto il procuratore di Gela, Salvatore Vella, sull’inchiesta avviata sulla frana di Niscemi.
Vella, affiancato dal dirigente del commissariato di Polizia Giovanni Minardi, è arrivato in Municipio per una riunione operativa e ha incontrato i giornalisti in merito all’inchiesta che il suo ufficio ha aperto sulla frana che ha colpito duramente il paese Nisseno.
“Inizieremo a sentire persone – ha aggiunto il procuratore – non guarderemo in faccia nessuno. Ci stiamo muovendo su una notevole mole di documenti anche immagini fornite dall’agenzia aerospaziale italiana. Valuteremo se ci sono state condotte omissive che hanno contribuito a causare l’evento oppure se qualcuno, agendo, ha contribuito a causarlo”.
“La nostra indagine partirà dalla frana del 1997. Abbiamo già avuto contatti con la procura di Caltagirone che coordinò un’inchiesta in quel periodo. Abbiamo acquisito il Piano per l’assetto idrogeologico e una relazione dell’Ati idrico del 2022″, ha aggiunto Vella durante il punto stampa a Niscemi.
Il procuratore ha annunciato che “l’incarico ai tre docenti universitari dell’ateneo di Palermo che si occuperanno degli accertamenti verrà affidato giovedì”. “È inutile nasconderlo valuteremo il carico che è stato esercitato su quel pianoro, da ciò che è stato costruito e anche dall’acqua”, ha proseguito.
“Qualsiasi sarà la responsabilità apicale di chi non ha preso decisioni – ha sottolineato Vella – lo accerteremo, indipendentemente dal livello dei soggetti coinvolti. Non avremo nessun problema nelle nostre indagini. Chi vuole parlare di questo evento è invitato a farlo in procura, ma non a chiacchierare”.
Il supporto psicologico agli alunni e alle loro famiglie
Nel frattempo “ripartono le attività didattiche – afferma il sindaco Massimiliano Conti -. Se le scuole riaprono è perché sono in sicurezza, in una zona non interessate dalla frana”.
Inoltre “delle equipe di psicologi faranno un giro nelle scuole per un’attività di supporto e verifica, un primo approccio per trattare la vicenda che ci ha sconvolti”, aggiunge il primo cittadino.
Gli esperti sottolineano la necessità di “capire i bisogni e i possibili traumi legati all’abbandono delle case e delle loro scuole”, perché “un bambino che ha perso la casa, ha perso la sua normalità ed è disorientato” e, quindi, “bisogna aiutarlo anche nell’inserimento in una nuova scuola”.
Secondo una stima di Save The Children sarebbero “più di 4.200 i minorenni che vivono nel territorio di Niscemi”, con “famiglie che stanno vivendo momenti di grande paura e incertezza, con ripercussioni particolarmente gravi su bambini e bambine”.
“In questo contesto – rileva Save The Children – è essenziale garantire protezione, assistenza e risposte immediate ai più giovani. Nessun minore dovrebbe trovarsi da solo ad affrontare un’emergenza di questa portata”.
“Riportare tutti i ragazzi a scuola – osserva la prefetta di Caltanissetta, Licia Messina – significa ridare loro una vita normale, un poco di serenità. Ma non soltanto a loro, ma anche alle loro famiglie che riprendono un ritmo di vita diverso da quello che hanno dovuto subire in questi giorni, soprattutto chi vive nella zona rossa, ma in tutta la città che si è fermata di fronte a questo grande evento calamitoso”.
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