Modica. Il ‘vizio’ dell’allaccio abusivo: arrestato due volte in pochi giorni il titolare di una lavanderia

di Redazione

Sottratti oltre 300.000 kWh per un valore di 50.000 euro. Dopo il primo arresto, l’uomo ha replicato il sistema di furto prima ancora che i tecnici installassero il nuovo contatore

Non è bastato il primo arresto, né il sequestro dell’impianto, a scoraggiare un imprenditore modicano di 61 anni dal perseguire una strategia energetica decisamente “creativa”, quanto illecita. L’uomo, titolare di una lavanderia locale, è finito al centro di una paradossale vicenda giudiziaria che lo ha visto finire in manette per ben due volte nell’arco di una manciata di giorni, sempre con l’accusa di furto aggravato di energia elettrica.

L’anomalia che ha fatto scattare i controlli. Tutto ha avuto inizio da un monitoraggio di routine effettuato da E-Distribuzione. La società elettrica aveva infatti notato discrepanze sospette nei flussi energetici di diverse attività commerciali riconducibili all’indagato. Su delega della Procura di Ragusa, i Carabinieri della Stazione di Modica hanno quindi avviato una serie di verifiche mirate, concentrandosi proprio sulla lavanderia. Entrati nel locale insieme ai tecnici specializzati, i militari si sono trovati davanti a un paradosso: l’attività era in pieno regime, con macchinari e lavatrici in funzione, ma il contatore segnava un consumo pari a zero.

Un sistema rudimentale quanto pericoloso. L’ispezione ha rivelato un bypass artigianale ma efficace: due cavi conduttori di circa due metri erano stati saldati a viti in ferro e agganciati direttamente alla rete a monte del contatore. Questo stratagemma permetteva di prelevare energia “a scrocco”, bypassando completamente il sistema di misurazione. Un metodo non solo illegale, ma estremamente rischioso per la sicurezza dell’intero impianto elettrico e della stabilità dell’edificio. Al termine dei primi accertamenti, il bilancio del furto è apparso colossale: circa 300.000 kWh sottratti illecitamente, per un danno economico stimato in 50.000 euro. L’uomo era stato immediatamente arrestato in flagranza e posto ai domiciliari, salvo poi essere rimesso in libertà dal Giudice dopo la convalida.

La recidiva lampo: un ‘copia e incolla’ del reato. La vicenda ha però preso una piega surreale pochi giorni dopo. Quando il personale tecnico di E-Distribuzione è tornato presso la lavanderia per installare un nuovo contatore a norma e ripristinare la legalità, ha fatto una scoperta incredibile: l’imprenditore aveva già ricostruito l’allaccio abusivo. Il bypass era identico al precedente, creato subito dopo la rimozione del primo impianto sequestrato. Questo secondo intervento dei Carabinieri ha portato a un nuovo arresto in flagranza. In questa brevissima “finestra” temporale, l’uomo era già riuscito a sottrarre altri 10.000 kWh, equivalenti a circa 2.500 euro di energia non pagata.

28 Febbraio 2026 | 11:04
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