ScreenshotNon è una caccia alla multa, ma una strategia di trasparenza quella messa in campo dalla Polizia Stradale per la prossima settimana. Rendere note in anticipo le tratte presidiate dai sistemi di rilevamento della velocità è un invito esplicito alla prudenza: l’obiettivo non è sanzionare a tradimento, ma spingere chi si mette al volante a sollevare il piede dall’acceleratore, riducendo drasticamente il rischio di sinistri su tratti storicamente complessi.
La mappa dei presidi
Il piano operativo si concentrerà in particolare sulle autostrade A18 (Messina-Catania) e A20 (Messina-Palermo). In questi tratti, purtroppo noti per un’elevata incidentalità, le pattuglie saranno attive in entrambe le direzioni di marcia. Il calendario delle verifiche interesserà quasi l’intera settimana, con presidi specifici previsti per le giornate di lunedì 16, mercoledì 18, giovedì 19, sabato 21 e domenica 22 febbraio.
Limiti e buonsenso: cosa ricordare
Viaggiare in sicurezza significa prima di tutto conoscere le regole del codice. In condizioni normali, il limite sulle autostrade italiane resta fissato a 130 km/h, mentre scende a 110 km/h sulle strade extraurbane principali. Tuttavia, è bene ricordare che in caso di pioggia o asfalto bagnato, la prudenza impone di non superare rispettivamente i 110 e i 90 km/h: una differenza minima nel tempo di percorrenza, ma enorme per la capacità di frenata del veicolo.
Il peso delle sanzioni
Il sistema sanzionatorio è strutturato per colpire con severità crescente chi ignora i limiti. Se per i lievi sforamenti (entro i 10 km/h) la multa si ferma a un massimo di 173 euro, la situazione precipita rapidamente per chi corre di più. Superare il limite di oltre 40 km/h comporta infatti non solo sanzioni pecuniarie che possono superare i 2.000 euro, ma anche il taglio di 6 punti e la sospensione della patente fino a tre mesi. Per chi invece eccede di oltre 60 km/h, la legge prevede il pugno di ferro: oltre 3.000 euro di multa, 10 punti in meno e la sospensione della patente fino a un anno, con il rischio della revoca definitiva in caso di recidiva nel biennio.
Focus sui professionisti del trasporto
Un’attenzione particolare sarà rivolta ai giganti della strada. Autocarri, mezzi pesanti e autobus saranno monitorati con estremo rigore non solo attraverso i radar, ma anche tramite l’analisi dei cronotachigrafi digitali. Questi strumenti permettono agli agenti di verificare la velocità tenuta durante tutto il tragitto e il rispetto dei tempi di riposo, garantendo che chi trasporta merci o persone non metta a rischio la pubblica incolumità per la fretta o la stanchezza.
Per i neopatentati e i conducenti professionali, va ricordato, le sanzioni sono ulteriormente inasprite, a conferma di quanto la responsabilità al volante sia l’unico vero antidoto agli incidenti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

